Italmopa: sempre più richiesti prodotti salutistici e innovativi

“L’industria molitoria italiana nel 2019 ha registrato complessivamente un andamento moderatamente positivo, seppur con le dovute differenziazioni tra il comparto del frumento tenero e il comparto del frumento duro”  lo ha detto Cosimo De Sortis, Presidente Italmopa nella sua relazione all’Assemblea dell’associazione. “Relativamente al primo semestre del 2020, è stata registrata una riduzione del 15% della richiesta di farina di frumento tenero per via del crollo della domanda proveniente dal canale Horeca e dal canale pasticceria e, in misura minore, dal canale della panificazione e dalle esportazioni. Tali riduzioni sono state solo molto parzialmente controbilanciate dall’incremento a tre cifre delle vendite allo scaffale che costituiscono circa il 5% dei volumi di farina di frumento tenero prodotti dall’Industria molitoria” – precisa De Sortis – “Per quanto riguarda invece il comparto delle semole di frumento duro, si è verificato, nello stesso periodo, un incremento del 15% circa della domanda proveniente dall’Industria pastaria la quale ha dovuto inizialmente far fronte ad una domanda sostenuta sia sui mercati nazionali, sia sui mercati esteri. Un significativo rallentamento della domanda di semola da parte dell’Industria pastaria, peraltro già in atto nelle ultime settimane, appare comunque prevedibile per quanto riguarda il prossimo semestre”. 

L’assemblea è stta anche occasione per illustrate i principali dati relativi all’andamento del comparto molitorio nel 2019.

Il volume di sfarinati di frumento tenero e di frumento duro destinati al mercato interno e all’esportazione si è attestato, lo scorso anno, intorno a 7.897.000 t (+1,5% rispetto al 2018), di cui:

– 4.039.000 t per quanto concerne gli sfarinati di frumento tenero (+0,8% rispetto al 2018)

– 3.858.000 t per quanto concerne gli sfarinati di frumento duro (+2,2% rispetto al 2018)

Nel 2019 gli impieghi di farine di frumento tenero per la produzione di panee sostituti del pane (cracker, salatini, friselle, grissini, pan carré, pani croccanti, schiacciatine, taralli) hanno complessivamente registrato, rispetto al 2018, una contrazione in volume pari all’1,40%, e si sono attestati intorno a 2.411.ooo t.

Tale riduzione ha riguardato essenzialmente la farina destinata alla produzione di pane, comprensivo delle tipologie artigianale, industriale e surgelato, i cui consumi hanno registrato, anche nel 2019, una frenata in volume (-1,8%). 

Per quanto riguarda gli altri canali di utilizzo, si segnala un andamento positivo in riferimento a: pasta fresca o secca (+4,5%), biscotteria/lievitati/prodotti da forno e pasticceria (+3,4%), usi domestici (4,2%), pizza e snack (+3,7%), esportazioni (+6,7%). 

Nel 2019 gli utilizzi degli sfarinati di frumento duro hanno fatto registrare, rispetto al 2018, un aumento in volume pari al 2,2% riconducibile essenzialmente ad un incremento della domanda proveniente dall’Industria pastaria (+3,3%), per via dell’andamento positivo delle esportazioni di pasta che hanno controbilanciato l’ulteriore frenata dei consumi sul mercato interno.

Anche il 2019 ha visto un andamento positivo, con riferimento sia al comparto del frumento tenero, sia al comparto del frumento duro, per i prodotti ‘salutistici’ ossia a base farine/semole bio o integrali, per prodotti pronti ad alto tenore della componente ‘servizio’, prodotti innovativi e, in misura minore, prodotti ottenuti con frumento nazionale, regionale o locale. 


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