Per la Ferrarini si fanno avanti le coop

Cooperative agroalimentari al lavoro per risolvere positivamente la crisi della Ferrarini. 
Siamo soddisfatti per la presentazione della proposta di concordato avanzata da Bonterre-Grandi Salumifici Italiani per il salvataggio della Ferrarini: la riteniamo l’unica in grado di garantire sicurezza per la filiera, trasparenza nell’operazione e di rilanciare una importante realtà agroindustriale, salvaguardando i livelli occupazionali e lo sviluppo del territorio”. Così il presidente di Alleanza Cooperative Agroalimentare Giorgio Mercuri commenta positivamente la nuova proposta di concordato per il salvataggio e il rilancio della Ferrarini presentata dal Gruppo Bonterre-Grandi Salumifici Italiani, struttura cooperativa leader nel settore del Parmigiano Reggiano e dei salumi di qualità e titolari di marchi come Parmareggio, Casa Modena, Alcisa, Senfter, insieme all’Op Opas, la più grande organizzazione italiana di allevatori di suini, ad Hp, società attiva nel settore dell’innovazione, a Banca Intesa e Unicredit. 

Riponiamo grande fiducia nel successo dell’operazione” prosegue il presidente. “La solidità finanziaria del gruppo e il suo know-how in fatto di produzione, trasformazione e commercializzazione, danno lo spessore giusto e il valore corretto alla proposta di salvataggio di una realtà tutta italiana come Ferrarini. Il mondo della cooperazione ha già dato prova in moltissime occasioni di essere garanzia della salvaguardia delle filiere agroalimentari, agendo a tutela del lavoro, dei lavoratori e di interi territori”

L’operazione potrà giovarsi della capacità imprenditoriale di Bonterre Grandi Salumifici Italiani nella realizzazione di un Piano Industriale capace di coniugare qualità, tradizione, sviluppo del territorio e occupazione, in linea con i principi del sistema valoriale cooperativo. Bonterre ha saputo in questi anni valorizzare con successo la filiera del Parmigiano Reggiano, sviluppando marchi di successo, rafforzando la sua competitività sul mercato e mantenendo un approccio responsabile verso l’azienda e i creditori sociali”. 

La cordata con il gruppo Bonterre Grandi Salumifici Italiani è l’unica soluzione trasparente per il salvataggio della Ferarrini – conclude Mercuri – proposta da attori di esperienza, come hanno sottolineato associazioni agricole ed esponenti politici, in grado di salvare una azienda italiana ed ha tutte le competenze manageriali, finanziarie e gestionali per portare a casa un risultato davvero importante.  L’esito positivo dell’acquisizione da parte della cordata sarebbe un beneficio per gli allevatori e darebbe garanzie anche a livello occupazionale, in un momento particolarmente complesso per l’economia nazionale, chiamata a fronteggiare le conseguenze dell’emergenza sanitaria per la diffusione del COVID-19”.  

La cooperazione agroalimentare emiliano-romagnola – aggiunge Carlo Piccinini, presidente di Confcooperative FedAgriPesca Emilia Romagna – ha tutte le carte in regola per valorizzare una filiera agroindustriale come quella rappresentata da Ferrarini. Le cooperative di questa regione hanno già dimostrato più volte di poter intervenire per salvaguardare le eccellenze del Made in Italy tutelandone anche i livelli produttivi; la proposta di Bonterre-Grandi Salumifici Italiani va proprio in questa direzione, confidiamo che possa avere esito positivo”.

E sulla Ferrarini interviene anche Confagricoltura col presidente Massimiliano Giansanti che dice: “Ci aspettiamo una soluzione capace di dare una solida prospettiva alla Ferrarini in una fase così delicata sia per la realtà agroindustriale, sia per ciò che rappresenta per il territorio e l’intero comparto suinicolo italiano”. In un momento difficile acuito dall’emergenza Covid è indispensabile valutare con attenzione tutte le componenti: quelle che riguardano l’impresa e il suo know-how di produzione e trasformazione, e quelle commerciali, necessarie a dare prospettive di mercato solide e durature a una realtà rappresentativa e riconosciuta del Made in Italy agroalimentare”.

La soluzione adottata – evidenzia il presidente di Confagricoltura – dovrà mirare inoltre alla salvaguardia degli aspetti occupazionali per garantire economia e stabilità al territorio. Un esito positivo della vicenda – conclude Giansanti – sarebbe una risposta importante a beneficio non soltanto della zona di produzione e trasformazione, ma anche del mondo agricolo italiano, in particolare quello suinicolo”.


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