Pecorino Romano: più produzione ed export

Cresce la produzione, aumenta l’export nei Paesi europei e in Canada, cala negli Stati Uniti, il prezzo si attesta fra 7,30 e 7,55 euro al chilo che risulta in costante crescita da febbraio marzo 2019. E’ questa la fotografia della campagna casearia 2019/2020 del Pecorino Romano Dop, che regala una sorpresa: la Cina, dove si registra una interessante tendenza di crescita.

Nello specifico sono stati conferiti ai caseifici inseriti nel sistema di controllo del Pecorino Romano 254 milioni di litri di latte ovino (+12% rispetto allo scorso anno). Per la produzione di Pecorino Romano ne sono stati utilizzati 180 milioni, cioè il 15% in più rispetto allo scorso anno, per un totale di 309mila quintali di formaggio prodotto. Riguardo l’export nel periodo gennaio-giugno segna un +9% (30mila quintali) sia verso il Canada, dove, nello stesso periodo di quest’anno, si registra un +16% (2mila quintali). I dati del Dipartimento per il Commercio estero americano ci segnalano che l’export verso gli Usa nel periodo gennaio-luglio segna invece un -28% (60mila quintali). Trend di crescita anche in Cina, che è la novità assoluta e un po’ la sorpresa di questa campagna: 125 quintali e +147% di export che evidenzia “le notevoli potenzialità di un mercato ancora inesplorato, dove il Pecorino Romano può trovare grande spazio”.

“Sono risultati molto positivi – dice il presidente del Consorzio, Salvatore Palitta – Siamo riusciti a contenere le produzioni e tenere in equilibrio la crescita nonostante il latte destinato ai prodotti freschi da tavola durante il lockdown sia stato dirottato interamente sul Pecorino Romano. E’ stata una bella sfida dover gestire l’intero monte latte raccolto in Sardegna, non disperderlo, lavorarlo e destinarlo alla produzione. Ed è stata una scelta importante quella dei produttori di lavorare insieme e rafforzare i rapporti fiduciari, condividere scelte di mercato, valorizzare il prodotto sul mercato senza sottostare a pratiche svalorizzanti spesso tipiche del settore grattugia”


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