Federalimentare: un nuovo colpo all’horeca, servono compensazioni

“Un settore convalescente che rischia di subire un altro duro colpo” così Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare, commenta la situazione legata al Covid che si sta delineando in questi giorni. Il riferimento non è solo al DPCM, con cui si configura una prima stretta ai locali e ristoranti del paese, ma è anche alla chiusura parziale o totale del canale horeca in alcuni stati esteri.

Da un lato è la situazione interna ad essere preoccupante: “La produzione dell’industria alimentare – sottolinea Vacondio – sta navigando tra il -2,0% e il -5,0% nei tendenziali dell’ultimo trimestre. Mentre le vendite alimentari domestiche faticano a raggiungere la parità, soprattutto in volume, con i livelli dell’anno scorso”. Un problema non da poco se si pensa che l’horeca copre un terzo del totale dei consumi alimentari ed è l’unico che ha consentito, negli ultimi anni, di compensare la continua erosione dei consumi domestici, facendo galleggiare il mercato.

Dall’altro c’è la questione dell’export che, oltre a non essere sufficiente a tenere su i livelli produttivi – l’export incide per meno di un quarto sul fatturato dell’industria alimentare e non riesce a bloccare da solo la discesa del sistema – è ora ampiamente minacciato dalle nuove chiusure di bar e ristoranti che si stanno delineando fuori dall’Italia , come quella “a livelli” del Regno Unito o quella che pare ormai prossima dell’Olanda. 

“Con questo quadro – conclude Vacondio – ogni nuova limitazione di attività deve trovare immediata compensazione in sostegni agli operatori del settore. Il mondo dei consumi alimentari è troppo importante per impatto economico e occupazionale. Non può rischiare di uscire amputato dalla pandemia, penalizzando il futuro del Paese in modo permanente”. 


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