Dpcm anti Covid: stop serale per locali pubblici ecc.

Interessa soprattutto le attività che si svolgono di sera e notte il nuovo Dpcm varato in nottata per affrontare la nuova ondata di contagi Covid.

In particolare il provvedimento prevede che “le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub,  ristoranti, gelaterie, pasticcerie) siano consentite dalle ore 5,00 sino alle ore 24,00 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei  persone per tavolo, e sino alle ore 18,00 in assenza di consumo al tavolo. Resta sempre consentita la ristorazione con  consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia  per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché, fino  alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di  consumazione sul posto o nelle adiacenze.

Continuano a essere consentite le attività delle mense e del  catering continuativo su base contrattuale che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”. Restano comunque aperti “gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade”. Obbligatorio per gli  esercenti di esporre all’ingresso del locale un cartello  che  riporti il  numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel  locale, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti.

Il Dpcm dispone il divieto di “sagre e fiere di comunità”. In merito Coldiretti era ieri intervenuta con una nota secondo cui “Un autunno senza sagre e feste di paese colpisce quasi 3 italiani su 4 (73%) che ogni anno partecipano a eventi enogastronomici e folkloristici organizzati da nord a sud per raccontare le bellezze della Penisola e le sue tradizioni colpendo circa 34mila operatori ambulanti nell’alimentare ma anche gli acquisti degli italiani che sfruttano questi eventi pure per rifornire le proprie dispense di prodotti tipici con una spesa complessiva annuale stimabile in 900 milioni”.

Invece “restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale  e internazionale, previa adozione di Protocolli validati dal  Comitato tecnico-scientifico” e “secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro”.

“Sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, a eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza”, continua il testo, “tutte le cerimonie pubbliche si svolgono nel rispetto dei protocolli e linee guida vigenti e a condizione che siano assicurate specifiche misure idonee a limitare la presenza del pubblico; nell’ambito delle pubbliche amministrazioni le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni; è fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza”.


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