Horeca: cambiamenti e ripartenze, opinioni a confronto

Una nuova data, un nuovo format, ma il medesimo spirito di collaborazione tra Beer & Food Attraction, l’evento d’eccellenza del fuoricasa di IEG – International Exhibition Group e l’International Horeca Meeting di Italgrob

Dal tradizionale appuntamento di febbraio, infatti, il prossìmo anno ci si ritroverà ad aprile dall’11 al 13 direttamente nel quartiere fieristico di Rimini  con una propaggine il 14 e 15 su piattaforma digitale. 

E’ questa la maggiore novità emersa dall’anteprima della decima edizione dell’International Horeca Meeting presentata questo pomeriggio. Un’occasione di incontro ma soprattutto di confronto sul futuro dell’Horeca in Italia. 

Innanzi tutto i numeri: il comparto Horeca in Italia, ha detto Marco Colombo, direttore dell’IRI, a fronte di una previsione di vendita per il comparto beverage di +2,6% per il 2020 si trova al momento con una attesa del -30,1. Particolarmente significative le flessioni di Marzo, Aprile e Maggio rispettivamente del 70,2, 90,8 e 65,3%. Per quanto riguarda le tipologie di prodotto le perdite maggiori si sono avute  negli aperitivi (-34,2%), nelle bevande (-33%) e nelle acque minerali (-28,6%). 
“La situazione ora sta mutando con una certa ripresa, ma con i nuovi limiti siamo ancora in grade incertezza”, ha detto Colombo. Le attese per la prima metà del 2021 secondo l’IRI sono per un aumento del 40% che non permetterà però di recuperar le perdite di quest’anno.

Altro tema fondamentale è l’evolversi della distribuzione di bevande. Come sarà nel prossimo futuro? Se lo è chiesto Febo Leondini, consigliere di Italgrob e docente alla LUISS di Roma, secondo cui il Covid ha fatto sviluppare nuove forme di aggregazione, come l’asporto, il delivery, gli ordini online ecc. e di stare insieme che coinvolgono sempre più i locali e la loro distribuzione. 

“La nostra categoria è in piena guerra”, ha detto a proposito dello stato dell’Horeca il direttore generale della Fipe,  Roberto Calugi. “Il rischio è arrivare a fine anno con una perdita di circa 50mila imprese e oltre 350mila occupati e una caduta di fatturato dell’ordine di 27 miliardi”.  Per Calugi “manca una visione  politica complessiva per l’Horeca. Troppi ministeri se ne occupano senza la necessaria efficacia. Per questo serve un maggior coordinamento tra ministeri”. Insomma la richiesta, fatta propria anche dal presidente di Assobirra Michele Cason, è di un maggior coordinamento tra le varie componenti della filiera horeca e di un tavolo di confronto con le istituzioni. 

“Serve una visione di sistema”, ha concordato Giangiacomo Pierini, Presidente Assobibe, secondo cui: “non è certamente questo il momento  di colpire le industrie, le filiere e i consumi con nuove tasse. Perchè non si può appesantire di ulteriori costi come quelli di plastic e sugar tax un settore come quello delle bevande che è in grande sofferenza”. 


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