Stoppani (Fipe): chiusure una mazzata per l’horeca

Comprendiamo l’emergenza sanitaria e la gravità del momento, ma è impensabile che l’unica ricetta proposta per contrastare la pandemia sia quella di chiudere tutto o di generare una psicosi di massa. E’ il colpo di grazia su un settore già in ginocchio, non so come ne usciremo. Stimiamo 470 milioni di perdita al mese per ogni mese in cui questa ulteriore limitazione dovesse riguardare le nostre attività“. Così Lino Enrico Stoppani, presidente della Fipe Confcommercio, in merito alle chiusure dei pubblici esercizi dalle 23 alle 5 decise per fronteggiare la nuova ondata di Covid.

Insomma la Fipe parla di un’ulteriore mazzata per un settore della ristorazione e bar, che con il lockdown e la lenta ripresa successiva ha già perso 24 miliardi di euro su 86 di fatturato. Per non parlare delle 50mila imprese a rischio chiusura, che adesso rischiano di vedere i numeri impennarsi drasticamente:.

“Adesso i nodi vengono al pettine – dice Stoppani – e se si aggiungono ulteriori limitazioni, il quadro sarà ulteriormente peggiorativo”. 

Il settore, sottolinea Stoppani, esprime disappunto “nel fatto che sia inaccettabile e poco rispettoso che in un Paese civile ci siano quattro provvedimenti di limitazione delle attività di pubblico esercizio emanati nel giro di una settimana. Prima il dpcm di lunedì, poi l’ordinanza della Regione Lombardia che anticipava alle 18 la possibilità di somministrazione di cibo e bevande, poi il secondo dpcm di domenica scorsa e a seguire la seconda ordinanza di Regione Lombardia”. Bar e ristoranti, rimarca ancora Stoppani, chiedono solo una cosa: certezze. “Tutti questi provvedimenti disorientano i consumatori azzerando quel poco di sentiment al consumo che ancora era rimasto”.


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