Dal Dpcm per la Pesca perdite per 45 milioni

La chiusura anticipata dei ristoranti voluta dal Dpcm costerà al settore della pesca 45 milioni di euro, visto che determinerà un calo delle vendite di circa il 40%. Lo fa sapere il presidente di Federpesca, Luigi Giannini, evidenziando come il canale della ristorazione faccia da sempre la parte del leone nei consumi ittici. 

“Questo mese di sostanziale fermo rappresenta una perdita netta assai consistente per il settore”, spiega Giannini, “il consumo di prodotti ittici avviene sempre più fuori casa e, ad eccezione del pranzo della domenica, in gran parte nelle ore serali. Non mi pare che dalle nostre parti si finisca di cenare per le 18,00”.

Quanto alle misure necessarie per evitare il tracollo del settore, la ricetta di Giannini è un mix combinato tra flessibilità di pesca e ammortizzatore sociale. “Occorre intervenire subito con un contributo a favore di tutte le imprese, rapportato al 40% del fatturato di novembre 2019 – spiega Giannini – da accreditare direttamente sul conto corrente dell’impresa da parte dell’Agenzia delle Entrate, così come dichiarato dal Presidente Conte. Ma anche introducendo subito il Fondo Pesca (Cisoa Pesca), sostanzialmente già condiviso in tutte le Commissioni della Camera nell’ambito dell’iter parlamentare di approvazione del ddl unificato per il settore”. Secondo il presidente “si tratta semplicemente di anticiparne gli effetti, vista l’emergenza in atto, il ché si sposa con l’introduzione di un calendario flessibile delle giornate di pesca, l’unico modo per rimettere in equilibrio il settore, senza ridurre minimamente l’impegno nella direzione della sostenibilità degli stock ittici”.

Per Giannini “basterebbero questi tre interventi per avere effetti positivi non solo per contenere il danno emergente, ma anche per stimolare il rilancio di un settore strategico nel sistema agroalimentare e di una corretta dieta della popolazione, ancora più necessaria in questo momento”. 


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