Incertezza e prudenza per l’industria dei dolci del Natale

Il Panettone e il Pandoro, che è il nostro prodotto di punta, sono già acquistabili nelle grandi catene di supermercati ma in questo momento c’è un clima di grande incertezza con cui dobbiamo imparare a convivere, senza venire meno alle esigenze del consumatore. In ogni caso speriamo di raggiungere i risultato dell’anno scorso” dice Giacomo Spezzapria, amministratore delegato di Melegatti.

La ripresa dei contagi da Covid getta grande incertezza sull’economia. Anche su quella legata alle festività natalizie con il rischio che vada in crisi con tutte le aziende alimentari che realizzano buona parte dei loro fatturati proprio in questa occasione. 

Per questo le industrie dolciarie non azzardano previsioni.

Molto prodente Alberto Balocco, presidente e ad della Balocco secondo cui il prossimo “sarà un Natale timido, anche se lo scenario delle vendite sarà migliore rispetto a Pasqua quando abbiamo vissuto un film dell’orrore. Ora penso che sarà un thriller. Per questo stiamo iniziando a frenare la produzione non sapendo cosa succederà. Cercheremo di limitare le perdite arrivando con meno stock di prodotto, se poi il Natale ripartirà mancherà il prodotto“.

Prudenti anche le scelte di Michele Bauli, presidente del Gruppo Bauli: “Siamo aperti, produciamo e cerchiamo di avere la maggior flessibilità possibile per produrre il giusto e non di più, con un po’ di cautela, dunque, sui prodotti più sicuri. Al momento non sappiamo come andranno gli ordini – insiste – ma immaginiamo che saranno inferiori rispetto all’anno scorso. Insomma si vive alla giornata“.

Per il Gruppo Bauli, che comprende anche i marchi Motta, Alemagna, Bistefani e Doria le ricorrenze valgono oltre il 40% del fatturato.


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