Marr tiene la rotta nella crisi dei consumi extradomestici

Marr, pur operando in un contesto complessivamente compromesso dalla pandemia, nel terzo trimestre dell’anno è riuscita a conseguire risultati complessivamente positivi ed il rafforzamento della propria quota di mercato.
E’ quanto emerge dal resoconto intermedio di gestione al 30 settembre approvato oggi dal Cda del leader italiano nella commercializzazione e distribuzione al foodservice di prodotti alimentari e non-food.

L’andamento dei primi nove mesi dell’anno in corso è stato significativamente condizionato dai consumi nell’ambito della ristorazione extradomestica, core business del Gruppo, che hanno subito un blocco pressoché totale dalla fine del mese di febbraio sino ai primi giorni di giugno. Secondo le rilevazioni dell’Ufficio Studi di Confcommercio i consumi in quantità nell’ambito di “Alberghi, pasti e consumazioni fuori casa” hanno, infatti, registrato una flessione del 22,8% nel primo trimestre e del 68,8% nel secondo trimestre con una media ponderata del – 49,4% a fine primo semestre.

Successivamente i consumi relativi alla ristorazione extradomestica hanno evidenziato una positiva ripresa nel corso del terzo trimestre, nonostante la penalizzazione dovuta al modesto incoming e quindi ai flussi turistici dall’estero, segnando una flessione di consumi, rispetto al pari periodo dell’anno precedente, del “solo” 33,4%.

In ogni caso nel corso del terzo trimestre Marr ha subito una flessione di ricavi inferiore a quella del mercato (19,6% rispetto al –33,4%) confermando quindi una crescita della propria quota di mercato; la minor criticità si è rilevata soprattutto in ambito ristorazione in quanto il settore alberghiero, a causa delle citate problematiche legate al turismo, ha maggiormente sofferto.

Ciò è stato possibile grazie principalmente a due passaggi:
– l’approccio strategico e le linee guida focalizzate sulle 5 priorità definite all’inizio dell’impatto causato dal Covid-19 (rafforzamento liquidità, corretta gestione dei costi operativi, consolidamento della posizione di leadership, individuazione di nuove opportunità di business, ulteriore rafforzamento della propria posizione competitiva);
– l’insieme delle iniziative commerciali, gestionali ed operative che Marr aveva avviato, sviluppato e consolidato già durante la fase più acuta e più difficile del lockdown.

Per quanto riguarda i principali risultati economici, i ricavi totali del terzo trimestre sono stati pari a 409 milioni di Euro rispetto ai 509,1 milioni del 2019, con una flessione del 19,7%, in miglioramento rispetto al -43,6% fatto registrare alla fine dei primi sei mesi.

L’EBITDA si è attestato a 32,7 milioni di Euro con un EBITDA margin del 8%, mentre l’EBIT, che continua ad includere un prudenziale incremento dell’accantonamento al fondo svalutazione crediti (6,7 milioni di Euro rispetto ai 3,8 milioni del 2019), è stato pari a 21,8 milioni.

Nel terzo trimestre 2019 EBITDA ed EBIT erano stati pari a 47,3 e 39,4 milioni di Euro.

Il risultato netto di periodo ha raggiunto i 15,1 milioni di Euro e si confronta con i 27,3 milioni del terzo trimestre dello scorso anno.

I ricavi totali dei primi nove mesi sono stati pari a 856,1 milioni di Euro, rispetto ai 1.302,1 milioni di Euro del 2019, con una flessione del 34,3% per effetto del blocco delle attività turistiche e di ristorazione imposto dalle misure di contenimento della pandemia attuate in Italia a partire dalla fine di febbraio e fino al 18 maggio, oltre al blocco della mobilità tra regioni attivo fino al 3 giugno che ha penalizzato e ritardato la partenza della stagione turistica che peraltro ha potuto contare per lo più solo sui flussi domestici.

L’EBITDA alla fine dei primi nove mesi è stato di 33,2 milioni di Euro con un EBITDA margin del 3,9% e, in rapporto ai 103,6 milioni del 2019, ha risentito della riduzione dei ricavi e della marginalità che in parte è stata mitigata dagli interventi sui costi fissi operativi, attuati senza far venire meno la vicinanza al Cliente. Tra le misure implementate, quelle che hanno interessato parte del personale hanno riguardato l’attento impiego dei vari strumenti giuslavoristici disponibili con conseguente contenimento del costo del lavoro.

L’EBIT di periodo è stato di 5,4 milioni di Euro e rispetto agli 81,3 milioni del 2019 include anche l’effetto di un prudenziale incremento dell’accantonamento al fondo svalutazione crediti; complessivamente gli accantonamenti dei primi nove mesi del 2020 sono stati di 15,1 milioni di Euro (10,4 milioni nel 2019).

Il risultato netto di periodo, che si confronta con i 55,1 milioni di Euro del 30 settembre 2019, chiude con un utile di 1,0 milioni di Euro (con un EPS di 0,02 Euro) grazie al contributo del terzo trimestre.

Al 30 settembre 2020 il capitale circolante netto commerciale è stato pari a 230,1 milioni di Euro, in miglioramento rispetto ai 278,0 milioni della fine del primo semestre, anche per effetto di una riduzione delle scorte per circa 26 milioni di Euro, che sono passate dai 148,3 milioni di Euro del 30 giugno scorso ai 122,4 milioni del 30 settembre 2020.

L’indebitamento finanziario netto si è attestato a 216,5 milioni di Euro ed è in miglioramento rispetto ai 262,6 milioni del 30 giugno 2020.

La posizione finanziaria netta include 235 milioni di Euro di liquidità, in incremento in rapporto ai 174 milioni del 30 giugno scorso.

Il patrimonio netto consolidato al 30 settembre 2020 era pari a 341,6 milioni di Euro (328,2 milioni al 30 settembre 2019).

Per quel che riguarda i diversi settori di attività le vendite del Gruppo Marr nei primi nove mesi del 2020 sono state pari a 843,8 milioni di Euro (1.280,4 milioni nel 2019) mentre quelle del terzo trimestre hanno raggiunto i 402,7 milioni di Euro (500,7 milioni nel 2019) con una flessione del 19,6%.

Le vendite verso i clienti della “Ristorazione commerciale e collettiva” (clienti delle categorie Street Market e National Account) al 30 settembre 2020 sono state pari a 688,7 milioni di Euro rispetto i 1.109,8 milioni nel 2019, mentre le vendite del terzo trimestre sono state pari a 349,0 milioni di Euro (445,7 milioni nel 2019) con una flessione del 21,7%, a fronte di un mercato del fuori casa che, stando alla più recente rilevazione di Confcommercio (Congiuntura n.9, ottobre 2020), ha fatto registrare una contrazione del -33,4% (a quantità) per la voce “Alberghi, pasti e consumazioni fuori casa”, in un conteso di inflazione pressoché assente.

Nella principale categoria dello “Street Market” (ristoranti e hotel non appartenenti a Gruppi o Catene) le vendite dei primi nove mesi hanno raggiunto i 550,3 milioni di Euro (891,8 milioni nel 2019), quelle del terzo trimestre sono state pari a 298,4 milioni (378,1 milioni nel 2019).

Le vendite ai clienti del “National Account” (operatori della ristorazione commerciale strutturata e della ristorazione collettiva) al 30 settembre 2020 sono state pari a 138,4 milioni di Euro (218,0 nel 2019) con 50,6 milioni di Euro nel terzo trimestre (67,6 milioni nel pari periodo 2019).

Le vendite ai clienti della categoria dei “Wholesale” (grossisti) nei primi nove mesi del 2020 si sono attestate a 155,1 milioni di Euro (170,6 milioni nel 2019) con 53,8 milioni nel terzo trimestre (55,0 milioni nel 2019).


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