La Plastic Tax potrebbe slittare, ma ora la plastica scarseggia

L’entrata in vigore della Plastic tax potrebbe slittare al prossimo anno. L’imposta da 45 centesimi per chilo dei manufatti in plastica monouso attesa dal 1 luglio prossimo potrebbe essere rinviata a fine anno e, dunque, divenire applicabile dl 2022. 

Intanto, però, è emergenza plastica. La domanda mondiale si è impennata anche a causa della pandemia e le forniture scarseggiano per carenza di materia prima. Secondo l’Unionplast la mancanza di polimeri avrebbe costretto già l’80% delle imprese trasformatrici italiane a ridurre la produzione. A lanciare l’allarme sono anche le associazioni europee del settore: “Ci sono impianti rimasti senza materiali e altri che, pur avendo messo da parte scorte ragionevoli, ora rischiano di finirle”, Ron Marsh, presidente della Polymers for Europe Alliance secondo cui il perdurare dell’attuale stato ridurrebbe enormemente le scorte di imballaggi. 

Intanto in Europa, il prezzo delle materie plastiche ha cominciato a salire lo scorso autunno, ma ha ora raggiunto picchi mai visti. Il polietilene a bassa densità (Ldpe), una delle resine più utilizzate nel packaging alimentare, ha toccato i 1.903 euro a tonnellata sul mercato spot – sottolinea Il Sole – rincarando del 10% solo nell’ultima settimana e di oltre il 50% da ottobre secondo le rilevazioni di Platts. Cresce del 40% in quattro mesi anche il prezzo del Polipropilene (Pp) (più di 1.600 euro/ton), mentre per il Pet (Polietilene teraftalato) l’aumento sfiora il 70%.

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