La merenda a casa con frutta e dolci

La pandemia, con le restrizioni che si è portata dietro, ha cambiato molte delle nostre abitudini, anche a tavola. Ben 11,5 milioni di italiani, circa un terzo dell’intera popolazione tra i 25 e i 65 anni, infatti, nell’ultimo anno si sono ritrovati a trascorrere in casa la maggior parte del proprio tempo. E questo ha inevitabilmente segnato anche i propri consumi alimentari. Pensiamo alla merenda: 2 italiani su 3 (66%), da quando sono a casa, hanno modificato il proprio modo di farla. In cima alle preferenze ora svettano frutta (60%), yogurt (58%), biscotti (56%) e, come prevedibile, dolci fatti in casa (47%) raddoppiati rispetto al periodo pre-pandemico (23%). Al quinto posto troviamo le merendine, stabili in termini di preferenze (45% durante e prima della pandemia) ma più in basso nella lista delle alternative degli italiani rispetto al secondo posto (dopo lo yogurt) indicato prima del Covid 19. 

A fotografare queste nuove abitudini un’indagine Bva Doxa per Unione italiana food, condotta su un campione di 800 adulti dai 25 ai 65 anni, dal titolo “La merenda degli italiani a casa ai tempi del Covid-19”. Dalla ricerca è emerso che poco meno di un terzo (29%) dei “neocasalinghi” fa più spesso merenda, sia al mattino che al pomeriggio (per gli smartworkers il dato sale addirittura al 36%), mentre il 34% ha affermato di non aver modificato le proprie abitudini durante la merenda (solo il 2% fa meno spesso gli spuntini del mattino e del pomeriggio). Aumentate anche le quantità per quasi un italiano su due (45%) contro l’11% che, invece, dichiara di fare uno spuntino meno abbondante rispetto a prima dell’arrivo della pandemia. 

In questa nuova routine cambia anche il valore attribuito a questi momenti: se per il 41% degli italiani lo spuntino a casa rappresenta una ricarica fisica e psicologica, per il 35% diventa una pausa di relax e piacere condivisa con la famiglia e al tempo stesso un momento per sé. In pochi, solo il 7%, la condividono digitalmente. 

Ma parlando di merenda non si può non pensare ai bambini, costretti nell’ultimo anno a casa per lunghi periodi. Anche per loro questo pasto è cambiato: lo dichiarano il 54% dei genitori di bambini dai 4 ai 13 anni, i quali sul podio delle preferenze mettono merendine (65%), biscotti (55%) (per questi alimenti i valori sono rimasti immutati rispetto a prima dell’avvento della pandemia), seguiti dal dolce fatto in casa che registra un’impennata passando dal 34% al 51%. Seguono poi pane con marmellata o creme spalmabili (passato dal 38% al 49%), yogurt (cresciuto dal 40% al 44%) e frutta fresca e secca (dal 32% al 36%). 

A voler trovare gli aspetti positivi di questa nuova vita familiare all’interno delle mura domestiche c’è l’opportunità, per quasi quattro genitori su dieci, di condividere più spesso la merenda con i propri figli. Non solo: due genitori su 10 (18%) si mettono a prepararla con i propri bambini tenendoli così attivi e con le “mani in pasta”. E questo contribuisce a rendere la merenda un momento intimo da vivere con i propri cari lontani da video chat sulle piattaforme social.

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