Dopo la flessione del 2020 il vino ritornerà ai livelli pre-covid

Anche il comparto vitivinicolo è stato colpito nell’anno della grande pandemia. Il 2020 ha visto cali di fatturato tra il 10 e il 15% per le imprese del settore. Secondo uno studio di Unicredit presentato online  in collaborazione con il Consorzio del vino Brunello di Montalcino è emerso che nel 2019 il comparto, con oltre 13 miliardi di euro, ha contribuito al fatturato totale del Food & Beverage nazionale per oltre il 10%. Mentre per il 2020 si stima un calo del fatturato medio, previsto però in crescita già da quest’anno, per tornare a raggiungere i livelli pre-Covid nel 2022

L’Italia si conferma comunque il primo Paese produttore di vino al mondo per volume (52 milioni di ettolitri, +4,1%) e secondo per esportazioni in termini di valore per circa 6,3 miliardi, con una flessione delle vendite sui mercati esteri molto contenuta rispetto all’anno precedente (-2,2%). Primato italiano anche per il più alto numero di vini certificati (526 di cui 408 Dop e 118 Igp), a conferma dell’enorme investimento in qualità che il Paese ha saputo compiere negli anni (elaborazione UniCredit su dati Istat marzo 2021). E-commerce, sostenibilità, diversificazione e ampliamento dell’offerta di prodotto, digitalizzazione e internazionalizzazione, si attestano tra le principali strategie funzionali alla crescita del comparto. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *