Scordamaglia: la battaglia Ue contro la carne mina la nostra zootecnia

Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia e presidente di Assocarni, attacca la Commissione Ue che accusa la zootecnia di essere responsabile del 7% delle emissioni di Co2 in atmosfera e spinge a non consumare più proteine animali a favore della carne plant-based. Per Scordamaglia on questo modo “si mette a rischio la sicurezza nazionale, oltre che la salute degli italiani”. Infatti l’abbattimento della zootecnia per l’Italia significherebbe: “Abbandono dei propri territori interni; totale impoverimento del suolo che, alla lunga, verrà reso sterile dal ricorso della fertilizzazione chimica; scomparsa delle comunità locali; dissesti idrogeologici; dipendenza dall’estero”. Significative anche le conseguenze per l’intera Europa, che rischierebbe “di perdere la propria food security, proprio nel momento in cui la Russia e la Cina ne fanno un elemento strategico per rafforzare la propria posizione globale”. Di primaria importanza, poi, la questione legata alla salute umana. Come spiega il presidente di Assocarni, la carne rappresenta “un alimento di altissima densità nutrizionale in termini di aminoacidi essenziali e vitamine. Per questo motivo, vendere delle fake meat con nick naming (utilizzo di denominazioni tipiche della carne per prodotti con sostituti vegetali, come ‘hamburger’ o ‘polpette’) vuol dire ingannare il consumatore perché acquista un prodotto con un bassissimo valore nutrizionale, ultratrasformato e con tanti insaporitori di natura chimica”.

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