L’accordo UE-USA sui dazi rilancia l’export alimentare

L’Ue e gli Usa hanno raggiunto un accordo per la sospensione per i prossimi 5 anni dei dazi legati al contenzioso sui sussidi ad Airbus e Boeing: l’intesa darà alle parti tutto il tempo necessario per trovare un accordo definitivo sul lungo periodo per chiudere definitivamente la disputa.

Dall’accordo dell’Unione Europea con gli Usa del nuovo presidente Joe Biden arriva lo stop definitivo ai dazi aggiuntivi statunitensi che hanno colpito le esportazioni agroalimentari Made in Italy per un valore di circa mezzo miliardo di euro su prodotti come Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Fontina, Provolone ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi, cordiali e liquori come amari e limoncello. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’annuncio del presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sull’accordo con il presidente Usa Joe Biden per la fine della disputa relativa alle controversie Airbus-Boeing per i prossimi cinque anni.

Unanime l’apprezzamento delle organizzazioni agroindustriali. 

Per il presidente di Confagricoltura, Massimo Giansanti, è “un’ottima notizia e uno stimolo aggiuntivo alla ripresa economica e per il miglioramento delle esportazioni agroalimentari, con gli Stati Uniti che sono il primo mercato di sbocco fuori dalla Ue per il Made in Italy di settore”. “Apprendiamo con soddisfazione dell’intesa Ue e Usa sulla sospensione per 5 anni dei dazi sull’affaire Boeing e Airbus.

“Una tregua che vale 500 milioni di euro per il Made in Itay” dice Luigi Scordamaglia consigliere delegato di Filiera Italia commenta lo stop. “Un nuovo corso che libera le nostre grandi eccellenze – Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Fontina, Provolone ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi, cordiali e liquori come amari e limoncello – da una scure che pesava per il 25% del loro valore” aggiungono da Filiera Italia. 

“Una notizia che è di buon auspicio per le future relazioni commerciali tra 2 storici partner commerciali”. Così il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Ernesto Abbona

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