Ferrero cresce con investimenti, acquisizioni e sostenibilità

Con una intensa politica di investimenti e acquisizioni il Gruppo Ferrero in circa 5 anni è notevolmente cresciuto sino a diventare player globale dell’industria dolciaria. Non più solo cioccolata, la mitica Nutella, i Kinder e i Ferrero Rocher, ma anche biscotti, gelati, merendine ecc. 

E il 2020, nonostante le crisi pendemica globale, è andato bene per il Gruppo che resta ampiamente piantato ad Alba. Anzi, proprio lo scorso anno c’è stata la svolta delle sostenibiltà.

«Abbiamo rafforzato la nostra governante con la creazione di un Comitato operativo per la sostenibilità che estenderà la sua azione a tutto il gruppo, avvicinerà persone e attività, con l’obietivo comune di disegnare la nuova agenda per il prossimo decennio», ha scritto Giovanni Ferrero nella presentazione del Rapporto 2020, anno che ha sancito la svolta green, un percorso verso uno sviluppo sostenibile, sociale ed ambientale. Un percorso che ora si completa con una struttura di coordinamento guidata da Mario Abreu. 

Ma è stato anche un anno di crescita, soprattutto all’estero. Tra Europa e Stati Uniti Ferrero ha investito 7 miliardi per effettuare 13 acquisizioni che, per esempio, ne hanno fatto il numero 2 mondiale nei biscotti. Acquisizioni come Thomtons nel Regno Unito a Fannie May all’attività dolciaria ex Nestlé negli Stati Uniti, mentre alcuni mesi fa è arrivato anche l’acquisto in Gran Bretagna di Eat natural con i suoi snack salutistici.

A processo di integrazione finito il fatturato complessivo supererà i 14 miliardi di euro.

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