Nella ristorazione la fiducia torna ai livelli pre Covid

Ritorna la fiducia nella ristorazione. La Fipe ha diffuso l’indagine congiunturale sulla ristorazione commerciale nel II trimestre 2021. Il clima di fiducia si attesta a 96,6 e torna i livelli registrati nel secondo trimestre 2019. In sostanza l’indicatore sintetico del clima di fiducia cresce di 73 punti nel confronto con il I trimestre 2021 e si attesta sugli stessi livelli rilevati nel II trimestre 2019.

Tuttavia, permane l’incertezza del futuro che incide sulle prospettive di breve termine.

Le performance economiche sono rilevate al confronto con il 2019, poiché nel 2020 a causa del lockdown non sono stati effettuati rilevamenti. Nella visione delle imprese lo scenario di mercato è abbastanza positivo. Nel II trimestre 2021 il saldo tra valutazioni positive e valutazioni negative sulla dinamica del fatturato dell’intero settore segna +6,7% in miglioramento sia rispetto al buio periodo del lockdown dello scorso anno ma anche e soprattutto rispetto allo stesso periodo del 2019. Nullo, invece, il saldo sulle performance delle singole imprese che si dividono equamente tra chi percepisce un miglioramento e chi un peggioramento. Nel confronto con lo stesso periodo del 2019 il saldo delle risposte guadagna 4,8 punti a livello di singole aziende. È un segnale importante da parte delle imprese che sentono più vicina la possibilità di una ripresa.

I giudizi sull’andamento dei flussi di clientela si posizionano sugli stessi livelli rilevati nel 2019 (- 4,4 punti).

Anche per i costi di approvvigionamento ed i prezzi di vendita si rilevano valori in linea con il secondo trimestre del 2019.

Restano negative invece le valutazioni sulla dinamica dell’occupazione nel secondo trimestre dell’anno, pur mostrando un valore del saldo meno catastrofico rispetto al I primo trimestre dell’anno. Il saldo si attesta (-14,7) e perde circa 14 punti nel confronto con il II trimestre 2019.

Le aspettative per il III trimestre 2021 sono caratterizzate dalla mancanza di fiducia nel futuro. Nonostante ci si avvii verso la stagione estiva, la mancanza di turismo straniero e la paura di nuove misure restrittive alla mobilità generano pessimismo.

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