A Cibus il punto sullo stato dell’agroalimentare

L’agroalimentare italiano è in buona salute sia all’ìinterno che all’estero dove per il 2021 si prevede di superare la soglia dei 50 miliardi di export. Se ne parla a Parma alla giornata inaugurale della 20esima edizione di Cibus.

Dopo i saluti istituzionali, tra cui quello in streaming del ministro Luigi Di Maio, si è fatto il punto della situazione al convegno “Agroalimentare, nuovi modelli e prospettive per la crescita”.

“Dopo un anno difficile persino per un settore anticiclico com’è quello alimentare, la nostra industria sta tornando a correre, registrando a fine 2021 numeri da record” ha detto Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare, aprendo il convegno inaugurale di Cibus.

“Con il Pnrr arriveranno molti soldi – ha proseguito Vacondio – e allora faccio una raccomandazione: che non vengano dati a pioggia come si è fatto negli ultimi anni, ma possano premiare i settori e le aziende meritevoli e con possibilità di sviluppo”.

Altro problema affrontato quello dell’aumento dei prezzi delle materie prime e dei costi a carico delle imprese. Un tema caldo che sta pesantemente condizionando l’attività delle imprese. Al riguardo Vacondio, rivolto al rappresentante di Federdistribuzione ha raccomandando che tutte le componenti delle filiera se ne facciano carico così da non scaricare i costi solo sulla produzione.

“Se oggi possiamo affrontare il futuro con questo atteggiamento è perché abbiamo avuto la conferma della strategicità del settore e della sua forza. Una forza che è dovuta soprattutto alle eccellenze che produciamo, al know how delle nostre aziende e al nostro modello alimentare. Per questa ragione – ha continuato Vacondio – non possiamo fare un passo indietro sulle battaglie che mettono in discussione la salubrità del nostro food&beverage e la sostenibilità della nostra dieta mediterranea. Mi riferisco alla questione del Nutriscore, ma anche ai sistemi alimentari che mirano a uniformare tutte le diete verso un modello molto lontano dal nostro. La verità è che il nostro food conquista fette di mercato sempre maggiori e questo può essere scomodo per molti Paesi, ma ci dimostra che stiamo andando nella giusta direzione” ha concluso il presidente di Federalimentare.

“I consumatori stanno cambiando e lo fanno molto rapidamente. A me però sembra che la filiera alimentare stia rispondendo con lentezza a questi cambiamenti”, ha detto Alberto Frausin. Per il Presidente di Federdistribuzione occorre che la filiera “riduca i costi e recuperi efficienza per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori”.

Rappresentante di uno dei comparti più colpiti da 18 mesi di lockdown, l’horeca, Lino Stoppani, Presidente della FIPE si è detto favorevole all’uso del green pass “se questa è l’unica garanzia per non richiudere perchè noi non possiamo più chiudere mas dobbiamo invece riprendere a lavorare in tranquillità e sicurezza”.

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