Largo consumo: si attende frenata a fine anno

Per il mercato del largo consumo confezionato si attende un’inversione di tendenza della crescita  con un trend negativo che raggiungerà il culmine nel primo trimestre del 2022. Solo nella seconda metà del prossimo anno ci sarà un recupero della crescita.

Queste le previsioni IRI sull’andamento del Largo Consumo nell’ultimo trimestre dell’anno in corso e per il 2022.

Nonostante un rallentamento della domanda che caratterizzerà l’ultimo trimestre, avverte l’Istituto, il 2021 chiuderà in positivo, grazie all’eredità dei primi otto mesi: l’andamento delle vendite a valore si attesterà al +2%.

Il 2022 segnerà invece un calo ma molto contenuto, pari al -0,8%. Tuttavia il retail veicolerà ancora il +9,3% di ricavi rispetto al pre-Covid e il +7,1 in termini di volumi: si tratta quindi di un salto di livello rispetto a prima della pandemia.

Le principali motivazioni alla base di queste previsioni, oltre al “rimbalzo” sulla domanda eccezionale della seconda ondata epidemica (Ottobre 2020-Marzo 2021), sono la spinta inflazionistica attesa e la maggiore normalizzazione dei comportamenti sociali (più mobilità per motivi lavorativi e più pasti fuori casa.

L’inflazione del Paese è in salita. Tuttavia, osserva l’IRI, i prezzi del comparto stanno reagendo con ritardo alle spinte al rialzo, anche a causa del particolare ciclo degli accordi commerciali che caratterizza la filiera del Largo Consumo. Si prevede che gli aumenti si scaricheranno sui prezzi finali soprattutto fra la fine del 2021 e la prima metà del 2022. La risalita dei prezzi aumenterà la concorrenza orizzontale mentre le promozioni saranno una leva competitiva fondamentale.

“Per quanto riguarda le previsioni sugli acquisti in volume è necessario sottolineare che questi ultimi saranno influenzati dalla risalita prezzi che caratterizza il secondo semestre del 2021. Prevediamo che l’aumento dell’inflazione si esaurirà entro i primi 6 mesi del 2022”.

All’interno del comparto del Largo Consumo si consolida la crescita del canale di convenienza, il Discount, ma aumentano le vendite dei prodotti d’alta gamma all’interno della Distribuzione Moderna Classica.

Infine il rapporto dell’IRI si sofferma sull’e-commerce dove “le attese a chiusura 2021 sono state ritoccate al ribasso rispetto all’edizione precedente delle nostre previsioni, a causa di una crescita relativamente meno brillante a partire dai mesi primaverili. Comunque lo sviluppo dei ricavi previsto per il 2021 è di tutto rispetto (ca +490 milioni di euro). Le nostre proiezioni indicano che l’E-Commerce nel Largo Consumo Confezionato potrà aggiungere altri 260 milioni di fatturato nel 2022, raggiungendo una quota del 2,6% sul totale nella Distribuzione Moderna (fisica e online)”.

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