Conserve ittiche: forte aumento dell’export

Il mercato italiano delle conserve ittiche nel 2020 ha superato i due miliardi di eurodi fatturato, confermandosi come uno dei più virtuosi dell’industria alimentare italiana, che i consumatori hanno premiato anche in tempi di pandemia. Tonno in scatola, acciughe sotto sale e sott’olio, sgombri, sardine, salmone, vongole e antipasti di mare: un settore che rappresenta l’eccellenza della tradizione gastronomica italiana.

Il tonno in scatola guida produzione e consumo. Lo mangiano tutti (99%), nel complesso oltre 1 italiano su 3 (36%) lo consuma 2-3 volte a settimana. Tra i giovani (18-25) questa percentuale sale al 41% (Fonte: Doxa 2021). Se è vero che i dati del 2020 parlano di un valore di mercato italiano di oltre 1,40 miliardi di euro, con una produzione nazionale di oltre 80.300 tonnellate e un consumo di oltre 160.000 tonnellate (circa 2,67 kg pro capite) è il confronto con gli anni precedenti che fa emergere come il tonno in scatola abbia conquistato le scelte del consumatore con una scala di crescita esponenziale e costante, in Italia e all’estero (UE e non UE). Se compariamo i dati con quelli del 2011, il valore di mercato nazionale del tonno in scatola è aumentato del 31,3%, la produzione italiana del 18%, il consumo procapite del 17,4% e le importazioni del 12,5%, a conferma della vitalità del settore. Dati che confermano l’Italia come uno dei più importanti mercati al mondo per il consumo di questo alimento e come secondo produttore europeo, dopo la Spagna. Per quanto riguarda il comparto conserviero ittico che, oltre al tonno in scatola, comprende anche acciughe, sgombri, salmone in scatola, sardine il fatturato 2020 è di circa 405 milioni. Se si aggiungono le specialità e il salmone affumicato il valore totale del settore conserviero ittico supera i 2 miliardi di euro.

I dati sono stati diffusi in occasione del 60esimo anniversario dalla fondazione dell’Ancit, l’Associazkone Nazionale delle Conserve Ittiche e delle Tonnare impegnata copn le imrpese associate alla sfida della sostenibilità. 

“Chi conosce il mare sa che le sue risorse non sono infinite. Il pesce sa rigenerarsi ma l’uomo deve lasciare alla natura il tempo di fare il suo corso. Monitoraggio degli stock ittici, regolamentazione delle modalità e delle stagioni di pesca, rispetto degli standard e verifica continua delle certificazioni: sono tutti tasselli di un mosaico fatto di oggettività” dice il Presidente dell’Ancit, Simone Legnani. 

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