Al via una nuova stagione di spremitura delle olive ma l’olio scarseggia

Su 10 italiani che lo richiedono, 6 di questi ne rimangono senza. Sono i dati forniti da OlivYou, che nel pieno della stagione 2021/22 di raccolta delle olive, fa il punto sul frutto e sullo scenario produttivo per il nuovo anno.

Aumenta la richiesta ma la produzione non riesce a soddisfare la domanda e anche se quest’anno secondo Coldiretti, Unaprol e Ismea la produzione di olio di oliva potrebbe arrivare a un giro d’affari di 315 milioni di chili, non basterebbe comunque a far fronte a tutte le richieste dei consumatori.

Un’annata meno produttiva delle altre, complici anche le condizioni meteorologiche avverse che, tra forti acquazzoni, grande caldo e scarsità di pioggia, hanno fatto diminuire le fioriture. E mentre sono sempre di più gli italiani che iniziano ad appassionarsi all’ olio extravergine di oliva di alta qualità, quest’anno il prodotto non sarà sufficiente a soddisfare tutte le richieste. Secondo OlivYou (https://www.olivyou.com/it), la più grande piattaforma e-commerce specializzata nella selezione e vendita di olio extravergine di oliva di alta qualità, infatti, il 60% dei consumatori non riuscirà ad acquistarlo, poiché la disponibilità è solo per il restante 40%.

Lo scenario produttivo in Italia

Sono poco più di un milione gli ettari di oliveti presenti in Italia (e quasi 4.500 i frantoi attivi) per un giro d’affari di diversi miliardi di euro (quasi quattro). Quest’anno Coldiretti e Unaprol stimano una produzione di olio che potrebbe assestarsi intorno ai 315 milioni di chili (secondo le stime condotte insieme a Ismea).

Nonostante le aziende produttrici lavorino a pieno ritmo per assicurare al mercato il prodotto, non si riesce però a soddisfare la domanda. Negli ultimi anni vi è una crescente attenzione e ricerca nei confronti del vero olio extravergine di oliva 100% italiano. Su OlivYou, ad esempio,  solo negli ultimi 3 mesi sono cresciuti gli acquisti del +55%, a dimostrazione di come l’olio extravergine di oliva stia passando da semplice condimento ad ingrediente, da commodity a prodotto premium.

In aumento anche l’interesse degli italiani nei confronti dell’olio “novello”

Nonostante l’aggettivo “novello” non indichi un prodotto differente dall’olio “nuovo”, è indubbio che l’olio ottenuto dalla spremitura delle prime olive disponibili e immesso sul mercato in anteprima, stia riscuotendo maggiore attenzione verso il consumatore. Su OlivYou, infatti, i primi oli “novelli” disponibili sulla piattaforma dai primi di ottobre 2021, stanno già esaurendo e per alcuni produttori la disponibilità complessiva della raccolta 2021/22 è già terminata.

Ma in cosa consiste l’olio “novello”? Si tratta di un prodotto, imbottigliato appena spremuto, che viene messo subito in commercio senza essere fatto decantare e a volte senza neanche essere filtrato (lo si deduce dall’opacità all’aspetto). “Con la crescita dell’interesse degli italiani nei confronti dell’olio extravergine di oliva di alta qualità, è in aumento anche la ricerca di prodotti “distintivi”, come ad esempio l’olio nuovo ottenuto dalle prime raccolte e disponibile in anteprima. Fino a poco tempo fa solo pochi sapevano di cosa si trattasse, mentre ora sempre più consumatori lo richiedono e lo vogliono. Ideale per il finissaggio a crudo di piatti come le bruschette, le zuppe, la carne perché dal carattere deciso, fruttato con spiccate note vegetali da consumare fresco e velocemente” afferma Michele Debernardi, COO e co-founder di OlivYou.

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