Fiere: il Covid costringe al rinvio

“Si preannuncia un 2022 difficile, con un primo semestre con perdite significative. E quindi chiederemo al governo, insieme al Cfi (Comitato fiere industria), un tavolo per discutere di questa situazione: è innegabile che ci serve una mano e speriamo e crediamo che il governo sarà disponibile. Noi non chiediamo decreti di chiusure, perché poi sarebbe ancora più difficile ripartire. Continuiamo a restare aperti finché potremo, applicando rigidi protocolli di sicurezza come sempre fatto”. Così, con Adnkronos, Maurizio Danese, presidente di Aefi, l’associazione di riferimento delle fiere italiane (nella foto), fa il punto sugli effetti della nuova ondata di Covid-19 sull’attività delle fiere italiane.

E, purtroppo, già arrivano numerosi rinvii.

IEG ha posticipato a marzo il SIGEP e Vicenzaoro, la Bit è stata rinviata dal 10 al 12 aprile e è di pochi minuti fa la conferma delle anticipazioni sul rinvio a primavera di Marca Bologna. In questo caso BolognaFiere sta decidendo le nuove date.

“Come Aefi abbiamo riunito ieri il consiglio e abbiamo fatto un po’ il punto della situazione. Ed è emerso che, in modo responsabile vista la situazione, un po’ tutte le fiere stanno spostando gli eventi in programma a gennaio e in parte anche a febbraio ai mesi successivi”, prosegue Danese.
Sono pochissimi gli eventi fieristici che resteranno quindi in programma a gennaio nelle fiere italiane. “Noi a Verona -spiega Danese, che è anche presidente di Verona Fiere- se non cambierà nulla il 5 gennaio, con le misure del governo, dovremmo mantenere in programma dal 13 al 16 gennaio Motor Bike Expo, che vede la partecipazione sostanzialmente solo di espositori italiani. E a Bologna dovrebbe comunque tenersi sempre a gennaio una piccola fiera sull’arte”.
Una decisione, quella di rinviare la stragrande maggioranza delle fiere previste a gennaio e in parte a febbraio, “dovuta anche al fatto che molti degli espositori non avrebbero potuto partecipare, vista la situazione che stiamo vivendo”, avverte. “Le nostre fiere comunque si tengono in una condizione di massima sicurezza”, spiega Danese secondo cui “non c’è stata particolare difficoltà a spostare gli eventi fieristici ai mesi successivi, non c’è stato un problema di accavallamento con altre manifestazioni”. “Le difficoltà possono esserci per gli espositori che magari non avranno interesse a partecipare a un evento nei mesi successivi, quando il mercato dei prodotti è stato già impostato”, conclude Danese.

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