Fattoria Mantellassi presenta Vegoia

Quello che salta all’occhio leggendo le etichette di Fattoria Mantellassi è il grande amore per la terra, quella terra di Maremma che, nel tempo, ha trasformato il suo carattere duro e selvaggio in un luogo di meraviglie, di natura incontaminata, di profumi inebrianti dalla collina al mare.

Sì, le etichette parlano di questo. Dal San Giuseppe, che si identifica con l’omonimo podere, al Punton del Sorbo, che racconta di un albero maestoso sulla collina dove sorge la vigna, all’etrusco Lucumone, al Maestrale, che riecheggia quel particolare vento di Maremma e ad altre ancora, fino ad arrivare a Vegoia, un’altra testimonianza di quanto, per Giuseppe e Aleardo Mantellassi, questa terra rappresenti un’importante identità.

Vegoia è una ninfa della mitologia etrusca, miti che ancora vivono proprio nei dintorni di Magliano in Toscana dove sorge Fattoria Mantellassi, splendido borgo ricco di testimonianze di questo antico popolo. L’etichetta la rappresenta fedelmente, ritratta come negli antichi testi e nei bassorilievi: una giovane donna alata che tiene in mano una spiga di grano. Una storia affascinante, la sua, che parla di profezie, di lotte causate dall’avidità umana pronta a scatenare l’ira degli dei.

Vegoia, però, inteso come vino, ha un riferimento molto più terreno, l’Ansonica, un vitigno a bacca bianca conosciuto anche con il nome di Inzolia le cui origini lo vogliono portato nell’isola del Giglio intorno al 1600 direttamente da una comunità greca. Oggi, è diffuso su tutta la costa maremmana dove ha trovato un habitat fantastico. Viene prodotto da Fattoria Mantellassi con due tipi di vinificazione. La prima effettua una fermentazione alcolica per oltre 40 giorni in acciaio, così da mantenerne la freschezza, l’eleganza e la mineralità. Poi, al termine di questa fermentazione, il vino viene mantenuto a riposo nelle proprie fecce dove continui batonage ne aumentano le caratteristiche organolettiche. Dopo due mesi nelle fecce, l’affinamento continua per altri 60 giorni in bottiglia. 

Tuttavia, dietro questo procedimento ricco di tecnica, di cura e di esperienza c’è anche un “quid”, un procedimento che rende Vegoia ancora più speciale. L’Ansonica è un vino di non facile vinificazione. La “costruzione” di un buon vino bianco richiede una ricerca meticolosa al fine di trovare il giusto connubio tra struttura, corpo e freschezza. Per un risultato ottimale, fondamentale è la giusta maturazione dell’uva. Infatti, proprio la maturazione dell’uva presenta un momento in cui, con il crescere della struttura, l’acidità, e quindi la freschezza, crolla decisamente. Il rischio è quindi quello di ottenere un vino troppo strutturato, se vendemmiato tardi, o troppo acido, se troppo presto. 

E’ a questo punto che l’enologo dell’azienda ha studiato una nuova strategia. Il 50% dell’uva è stato raccolto precocemente, in modo da ottenere un’alta acidità e profumi spiccati, mentre il restante 50% è stato raccolto con una maturazione più tarda, così da privilegiare il colore dorato e una struttura importante. Con questo metodo l’Ansonica ha dato il meglio di sé, offrendo corpo importante, struttura complessa, colore dorato, acidità medio alta e profumi equilibrati di frutta gialla. Vegoia è un vino destinato a consolidare il suo successo anche presso quei palati raffinati che sono alla ricerca di prodotti autoctoni minori e rari. Nel caso di Vegoia c’è anche un valore aggiunto: il suo legame con il mare. Infatti, i vigneti di Ansonica di Fattoria Mantellassi sono quelli di fondovalle, vicino alla costa, una zona perfetta per far crescere un grande vino.

Vegoia è un vino nato nel difficile periodo della pandemia, a confermare, ancora una volta, la profonda volontà di Fattori Mantellassi di non fermarsi mai ma di guardare al futuro perseguendo traguardi sempre più importanti per l’azienda, senza perdere mai quella passione che l’accompagna da oltre sessant’anni.

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