Compag: aiuti della Pac per le produzioni cerealicole

Compag, la Federazione Nazionale dei commercianti di prodotti per l’agricoltura e degli stoccatori, ha partecipato ieri al Tavolo di Partenariato nazionale sull’attuazione della PAC per il periodo 2023-2027 presieduta dal Ministro Patuanelli: “Le scelte di politica agraria devono essere definite nell’interesse del sistema agricolo nazionale, coniugando due fondamentali esigenze: da un lato il rafforzamento della capacità produttiva e dall’altro il potenziamento della sostenibilità ambientale, sociale ed economica”, sostiene Fabio Manara, Presidente di Compag. 

Finora la Commissione europea non ha espresso preoccupazioni in relazione alla sicurezza alimentare europea a seguito dell’attacco dell’Ucraina da parte della Russia, tuttavia secondo Compag è innegabile che i flussi commerciali cambieranno e che i mercati mondiali verranno ulteriormente destabilizzati a causa della mancanza di prodotti alimentari ucraini e dei forti aumenti dei prezzi di gas naturale e concimi.  

Spetta all’UE colmare il divario di produzione per far fronte alla prevista carenza di alcune materie prima, come ad esempio il frumento e il mais, provenienti dall’Ucraina. “Riteniamo – continua Manara – che sia necessario salvaguardare e aumentare la produzione nazionale ed europea di cereali, come il frumento e il mais, per rispondere ai bisogni e coprire i costi anche delle fasi successive a quella agricola. La PAC può essere uno strumento incentivante, ma occorre prevedere delle modifiche nel regime di aiuti ai fini della sopravvivenza di alcune colture strategiche per le filiere nazionali”. 

Il comparto dei cereali in Italia è fragile sotto molteplici punti di vista. Ne è un esempio la forte dipendenza del settore del mais dalle importazioni, che ammontano a oltre il 50% del fabbisogno interno e di cui l’Ucraina è il secondo principale fornitore italiano, percentuale che arriva al 63% nel caso del frumento tenero (dati Ismea). Secondo Compag, per conferire slancio e vitalità alle relative filiere produttive – apportando vantaggi anche dal punto di vista climatico e ambientale – sarebbe necessario introdurre una nuova misura di sostegno accoppiato per il mais (la coltura che ha sofferto maggiormente della contrazione di superficie e produzioni), oltre a prevedere elementi di flessibilità per quanto riguarda l’obbligo della rotazione sui terreni a seminativi, a vantaggio dell’ambiente e delle biodiversità, e l’inserimento di una coltura secondaria per fissare l’azoto. È fondamentale che la gestione degli aiuti tenga conto delle necessità e delle difficoltà del settore dei seminativi. 

Compag non mette in discussione gli obiettivi ambientali della PAC (ad esempio quelli che mirano a ridurre drasticamente l’uso dei prodotti fitosanitari e delle concimazioni minerali), ma ritiene sia necessario inserirli nel contesto attuale per evitare che essi possano ledere la produzione e dunque 

la sicurezza alimentare. Ciò sarà possibile solo introducendo nuove tecnologie e tecniche di coltivazione testate scientificamentenei tempi necessari. Inoltre, la (seppur necessaria!) transizione va organizzata attraverso opportuni servizi di consulenza e formazione per gli agricoltori da parte di soggetti qualificati. Tale aspetto non dovrà mancare nella programmazione 2023-2027.

Infine, è più che mai urgente l’ammodernamento dei centri di stoccaggio, considerata l’attuale fase storica che impone una accurata gestione degli stock, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.

Insieme ad altre sigle della filiera cerealicola e zootecnica, COMPAG ha già inviato al Mipaaf alcune istanze riguardo alla modifica del Piano Strategico Nazionale della PAC (che dovrà pervenire alla Commissione entro il 31 luglio). Non resta che attendere.

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