Fiere alimentari tra ripresa e razionalizzazione

La settimana che si è appena conclusa ha visto il ritorno delle grandi Fiere alimentari. A Parma Cibus è tornata ai livelli preCovid e a Rimini Macfrut ha brillato con un significativo incremento di visitatori italiani e internazionali. 

Poche settimane prima avevano dato buoni segnali la bolognese Marca, con una formula che si conferma sempre più vincente, e il Vinitaly a Verona. 

Insomma, per i Saloni del food il peggio sembra passato. Ma restano ancora molte cose da definire. A cominciare dall’esigenza di una razionalizzazione dell’offerta che eviti doppioni e guerre fratricide. 

Il progetto di integrazione tra la parmense Cibus e la milanese TuttoFood, anche se lentamente, va avanti. E l’idea è quella di fare una grande rassegna internazionale a Milano e un importante Salone per la promozione dell’Italian Food nel mondo a Parma. Una soluzione che potrebbe coniugare le ragioni e le aspettative di tutti. 

Ma proprio da Parma arriva un colpo a Macfrut: Cibus già dal prossimo anno dedicherà uno spazio all’ortofrutta fresca. E se a Parma dicono che non si tratta di un’azione ostile verso Rimini, Renzo Piraccini, presidente di Fiera di Cesena e dominus del Macfrut non ci crede e, soprattutto, non si fida. E forte del successo della recentissima edizione rilancia accettando la sfida che il direttore di Ice-Agenzia Roberto Luongo ha lanciato all’inaugurazione: fare diventare Macfrut la fiera più importante d’Europa del settore. Un obiettivo ambizioso ma estremamente interessante al tempo stesso.

In ogni caso il dibattito in atto tra organizzatori fieristici, associazioni di categoria e istituzioni parte dall’esigenza di una razionalizzazione del comparto non più rinviabile. Un’esigenza di cui si dovrà tener conto per dare nuovo slancio al sistema fieristico italiano e al sostegno che offre alla promozione del Made in Italy alimentare. 

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