Da Lidl piano di sviluppo con 1000 punti vendita in Italia

Un piano triennale che punta a far crescere la rete distributiva, la logistica e l’organico per raggiungere un obiettivo di lungo periodo: 1.000 punti vendita al 2030. E’ la tabella di marcia che si è data Lidl a 30 anni dal suo arrivo in Italia. Oggi l’insegna dei discount conta su un fatturato in crescita, al 2021, di 5,9 miliardi di euro, una rete di 700 punti vendita e 20mila dipendenti. Ma all’arrivo nel nostro Paese la strada sembrava in salita:

“Abbiamo dovuto innanzitutto lavorare i primi anni su quello che era un po’ lo scetticismo che c’era da parte dei consumatori verso questo format totalmente nuovo – ha detto Massimiliano Silvestri, presidente Lidl Italia – Essere abituati ai supermercati tradizionali, ai marchi, entrare in un supermercato nuovo con un format totalmente differente, un allestimento spartano, 600 referenze con delle marche private chiaramente era per il consumatore un grande punto di domanda. Noi siamo stati bravi a fare questo percorso di sviluppo andando sempre di più a lavorare su quelli che sono i nostri i nostri brand che rappresentano il nostro punto di forza”.

Accanto alla rete distributiva, il piano prevede tre nuovi hub logistici, di cui uno ad Assemini in provincia di Cagliari e altri due a Vaprio D’Adda e in Sicilia, dove ce n’è già uno a Misterbianco. Tutto questo genererà 6.000 nuovi posti di lavoro lungo lo Stivale. Un impatto importante per l’economia nazionale che uno studio SDA Bocconi, ha misurato, partendo da un dato complessivo: l’impatto di circa 3,5 miliardi di euro sul Pil, superiore del 3% rispetto al valore medio delle realtà del settore.

Nel 2021 i fornitori italiani hanno esportato 2 miliardi di euro di prodotti, di cui oltre 550 milioni generati dall’ortofrutta, proprio attraverso la rete internazionale di punti vendita Lidl. Tutto questo in parallelo agli investimenti in sostenibilità per arrivare alla decarbonizzazione dei trasporti e alla riduzione del 48% delle emissioni entro il 2030. Obiettivi ambiziosi in un contesto di mercato periglioso per la grande distribuzione, con un conflitto nel cuore dell’Europa, i rincari delle materie prime e l’inflazione da record:

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