Prodotti vegetali: Italia segua Francia su norme denominazione

L’Italia segua l’esempio della Francia nella denominazione dei prodotti a base vegetale, vietando l’utilizzo di quelli di origine animale. E’ questo l’auspicio che arriva da Carni sostenibili, organizzazione no profit per il consumo consapevole e la produzione sostenibile di carne e salumi, dopo la norma pubblicata il 29 giugno scorso Oltralpe e che entrerà in vigore il prossimo primo ottobre. 
“È un atto di civiltà circoscrivere le denominazioni della carne ai soli prodotti di origine animale, come ci insegna la tradizione romana secondo cui nomina sunt consequentia rerum (i nomi sono conseguenza delle cose)” afferma Giuseppe Pulina, presidente di Carni sostenibili in una nota. “Produrre carne e salumi in Italia è prima di tutto un atto culturale – prosegue – chiamare ‘salsiccia’ o ‘bistecca’ un preparato iper-processato a base vegetale non significa solo usurpare un grande patrimonio di tradizione e conoscenza, ma anche indirizzare una informazione ingannevole verso il consumatore che potrebbe essere convinto di trovarsi davanti a prodotti equivalenti sotto l’aspetto nutrizionale, il che è totalmente falso”. 

L’auspicio è che anche l’Italia possa uscire quanto prima dall’incertezza causata da norme europee poco chiare, spiega la nota. “Nessuno vuole imporre veti su scelte personali quali quella del cibo e dello stile alimentare – precisa Pulina – ma serve maggiore trasparenza a favore di tutti, soprattutto di chi sceglie un’alimentazione completa. Potremmo mai sopportare che si chiamasse vino o birra un intruglio di aromi vegetali e alcol?”. 
All’appello di Carni sostenibili si aggiungono le associazioni di categoria – Assica, Assocarni e UnaItalia – che aderiscono all’organizzazione. “Difendere le denominazioni dei nostri prodotti è tutelare la nostra tradizione – dichiara Ruggero Lenti, presidente di Assica – I salumi sono un fiore all’occhiello del made in Italy, apprezzati e invidiati in tutto il mondo. La nostra associazione da sempre si batte perché ai ‘nomi’ corrispondano produzioni ben precise e viceversa”. 

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