Coldiretti: export agroalimentare verso i 60 miliardi di euro

L’export agroalimentare italiano nel 2022 potrebbe superare i 60 miliardi di euro. E’ quanto sostiene Coldiretti sulla base di un’analisi dei dati Istati sul commercuo estero relativi ai primi sette mesi dell’anno con un aimento del 19,5% sul 2021.

Si tratterebbe di unn vero e proprio record tenendoa nche conto di una situazione ancora fortemente caratterizzata dal conbflitto in Ucraina e dall’aumento dei pressi energetici.

La Germania resta il principale mercato di sbocco in aumento a gennaio-giugno del 13,7%, davanti agli Stati Uniti, in salita del 21,4% mentre – sottolinea la Coldiretti – la Francia si piazza al terzo posto ma mette a segno un tasso di crescita del 20,2%. Risultati positivi – precisa la Coldiretti – anche nel Regno Unito con un +20,5% che evidenzia come l’export tricolore si sia rivelato più forte della Brexit, dopo le difficoltà iniziali legate all’uscita dalla Ue.

Balzo a doppia cifra anche in Turchia (+25,7%) mentre è dato negativo in Cina con un calo del 25,8% e in Russia con un – 14,8% fra sanzioni e guerra. A trainare il Made in Italy nel mondo – sostiene la Coldiretti – ci sono prodotti base come il vino che guida la classifica dei prodotti Made in Italy più esportati seguito dall’ortofrutta fresca.

Per sostenere il trend di crescita dell’enogastronomia nazionale serve ora agire sui ritardi strutturali dell’Italia e sbloccare tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo” sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare l’importanza di cogliere l’opportunità del Pnrr per modernizzare la logistica nazionale che ogni anno rappresenta per il nostro Paese un danno in termini di minor opportunità di export. Ma è importante lavorare anche sull’internazionalizzazione per sostenere le imprese che vogliono conquistare nuovi mercati e rafforzare quelli consolidati valorizzando il ruolo strategico dell’ICE con il sostegno delle ambasciate”.

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