Dall’AIAB vademecum per le etichette BIO

“Occorre abituarsi a leggere le etichette e riconoscere cosa acquistiamo per la nostra dieta quotidiana. – spiega Giuseppe Romano, Presidente dell’AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) – Per questo abbiamo pensato a questo semplice vademecum per contribuire a fare chiarezza ed aiutare i consumatori a riconoscere i prodotti biologici”.

infatti oggi, rileva l’associazione, il consumatore medio italiano deve districarsi in una vera e propria giungla di etichette, marchi e sigle per potere riconoscere un prodotto che sia veramente biologico.

Da qui la decisione di sgtilare un piccolo ma esauriente vademecum per riconoscere un prodotto BIO in 3 punti, facendo attenzione all’etichettatura che deve riportare:

• Il logo del bio (Eurofoglia);

• L’origine della materia prima:

Agricoltura Italia o Agricoltura Regione (Esempio: Toscana);

Agricoltura UE; 

Agricoltura NON UE;

Agricoltura UE/NON UE;

• Il codice dell’organismo di controllo (Esempio: IT-BIO-123):

IT = codice ISO internazionale che identifica il paese dell’organismo di controllo;

BIO = dicitura in vigore in Italia. EKO, ECO, ORG per altri paesi;

123 = codice numerico identificativo dell’organismo di controllo che certifica l’operatore.

“Non molti sanno – conclude Romano – che il biologico è un metodo di produzione agroalimentare normato da un Regolamento Europeo da oltre 30 anni. Ha inoltre una certificazione che prevede alcuni importanti obiettivi come contribuire a tutelare l’ambiente e il clima; conservare a lungo termine la fertilità dei suoli; contribuire a un alto livello di biodiversità ed anche promuovere le filiere corte e la produzione locale. Quindi è il metodo migliore per tutelare l’ambiente e il consumatore”.

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