Crisi e birrifici: la case history del Birrificio Agricolo Ibeer

Crisi economica, crisi energetica, il conflitto russo-ucraino. E anche una pandemia che ancora fa sentire i suoi effetti. Potremmo quasi dire che di long-covid c’è anche quello economico. Molte attività chiudono, altre riducono gli orari di operatività per cercare di concentrare i flussi di lavoro e contenere i costi, altre sono costrette a rallentare per la carenza di materie prime. L’aumento dei costi è generalizzato.

Il marchigiano Birrificio Agricolo IBEER, grazie a scelte fatte a suo tempo, a una visione imprenditoriale lungimirante riesce a proseguire le attività senza stop forzati e senza rincari dei prezzi. Ma qualcosa “deve cambiare”.

Volendo focalizzare l’attenzione sul settore della birra artigianale riprendiamo il comunicato stampa diffuso qualche giorno fa dal Consorzio Birra Italiana (Consorzio di Promozione e Tutela della Birra Artigianale Italiana da Filiera Agricola, la prima alleanza produttiva su scala nazionale tra produttori agricoli, malterie e birrifici indipendenti, nata a marzo 2019 con il supporto di Coldiretti) in riferimento alla crisi del raccolto dell’orzo e, in generale, alle difficoltà del settore: “Bollette: da orzo a caro energia SOS BIRRA MADE IN ITALY. Crolla produzione per il malto -34%, esplodono costi”.

Birrifici artigianali a rischio con il crollo del 34% del raccolto 2022 dell’orzo per il malto rispetto all’ultimo anno prima della pandemia a causa di siccità ed eventi meteo estremi, mandando in crisi una delle filiere più importanti per la produzione Made in Italy, mentre esplodono i costi dell’energia aumentati del 180% a causa della guerra in Ucraina. Il caro energia e la mancanza di materie prime, compresa l’anidride carbonica, si fanno sentire lungo tutta la filiera – spiega il Consorzio – insieme all’aumento di costi per imballaggi, bancali, contenitori di plastica, vetro, metallo, etichette e tappi.”

Il punto di vista di Giovanna Merloni, fondatrice e titolare del Birrificio Agricolo marchigiano IBEER (Associato del Consorzio Birra Italiana):
«Una premessa mi sembra doverosa: nella contrattualistica, di solito, la clausola “eventi eccezionali e/o calamità naturali” occupa una delle ultime posizioni del documento… ecco io credo che, a livello statistico si sia un po’ sovvertito l’ordine degli argomenti del contratto! Ossia negli ultimi due anni e mezzo, eventi congiunturali e politici hanno evidenziato in maniera esponenziale le difficoltà economiche e strutturali del nostro Paese, in modo piuttosto devastante. Chi, da piccolo imprenditore, agricoltore o artigiano che fosse, si trovava in condizioni già poco favorevoli prima del 2020, ha purtroppo dovuto fare i conti con emergenze su emergenze e crescite spaventose di costi dell’attività. Senza farla lunga su argomenti già abbondantemente discussi, questo biennio ha messo a dura prova un po’ tutti, con conseguenze estreme per i più piccoli, i più deboli, o i meno organizzati.

IBEER dal suo canto, in questi 2 anni, ha approfittato per sviluppare e poi ultimare un progetto di ampliamento, trasferendo la sede produttiva in un capannone da 1000 mq (quello precedente ha una superficie di 90 mq), installando un nuovo impianto, convertendosi al biologico per parte della produzione e delle colture. Questo ampliamento, già tutto pianificato nel 2018 ha affrontato diversi momenti difficili, blocchi di consegne, ritardi di avviamento, mancanza di materiali per ultimare i lavori, e da ultimo il rincaro spaventoso dei costi delle materie prime. Grazie a una attenta pianificazione che prevedeva anche un cuscino economico per la gestione delle emergenze, si è ritrovata in qualche modo ad ultimare, seppure con un inevitabile grande ritardo, il progetto».

– Si “ritrova” nella percentuale del 34% o per qualche ragione, producendo in proprio l’orzo, quindi dipendendo anche meno da fornitori esterni, si trova in una situazione più favorevole?

Giovanna Merloni: «Essendo noi coltivatori diretti e avendo iniziato a lavorare i terreni per un fabbisogno di produzione previsto nel business plan, ma ancora mai raggiunto, siamo tra i produttori di birra agricola più fortunati, possiamo ossia usufruire del nostro raccolto e malgrado le basse rese dell’estate 2022, abbiamo per adesso molto cereale stoccato che non ci fa soffrire dei gravi disagi di approvvigionamento».

– Il birrificio IBEER è stato costretto a interrompere la produzione (come è successo, lo hanno riportato alcuni quotidiani, a un noto birrificio storico) a causa della carenza di anidride carbonica?

Giovanna Merloni: «No. Anche su questo, per fortuna, siamo attualmente sereni, anche se stiamo cercando di pianificare bene tutte le operazioni di cantina e di condizionamento proprio per evitare di trovarci in difficoltà nelle prossime settimane o mesi».

– Le particolari difficoltà economiche su scala mondiale hanno in qualche modo modificato la routine di lavoro del birrificio IBEER o la cambieranno nell’immediato futuro?

Giovanna Merloni: «Sono obiettivamente preoccupata, ma anche un po’ fatalista. Quello che sta succedendo a livello di contesto globale, ci dimostra come a volte anche il “progetto perfetto” debba fare i conti con variabili inaspettate. Questo mi mette nella condizione di pensare che ce la possiamo mettere tutta ma che a volte, il gioco si fa davvero difficile, indipendentemente dalle nostre risorse o capacità. Al momento non stiamo ancora risentendo di particolari difficoltà, ma ovviamente potremmo dover rivedere in modo significativo alcune strategie aziendali nell’arco del breve periodo».

– Il birrificio IBEER ha dovuto rinunciare a produrre alcune tipologie/etichette di birra?

Giovanna Merloni: «Al momento no».

– Ci sono state ricadute sui prezzi delle vostre birre?

Giovanna Merloni: «Se la situazione perdura, immagino che prima o poi anche il prezzo dei prodotto ne risentirà, ma al momento cerchiamo di mantenerci in una fascia che rende possibile a tutti l’acquisto “felice” (ossia senza ripercussioni per il portafogli)».

– Potrebbero essere messe in atto delle azioni, per esempio da parte del Governo, per aiutare realtà imprenditoriali artigianali come IBEER?Giovanna Merloni: «Secondo me sarebbe davvero opportuno che lo Stato applicasse politiche di sostegno per la classe dei piccoli imprenditori, ma servono azioni serie e soprattutto celeri. Voglio essere ottimista e sperare che questa crisi congiunturale passi in fretta, ma se così non fosse, è necessario che lo Stato tuteli le sue piccole o meno piccole realtà agricole e artigianali, affinché possano superare il periodo difficile non solo con le loro forze ma anche con supporti concreti e garantiti».

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Il Birrificio IBEER e Giovanna Merloni

Il birrificio IBEER è stato fondato nel 2015 sulle colline marchigiane nei pressi di Fabriano per volontà di Giovanna Merloni, imprenditrice innamorata della birra e del suo ciclo produttivo e birraia formatasi nella scuola di specializzazione Doemens Akademie di Monaco di Baviera e detentrice del titolo di Miglior Biersommelier d’Italia vinto nel 2019.
Giovanna segue quotidianamente il lavoro in produzione: dalla coltivazione dell’orzo nei sei ettari che circondano il birrificio fino al confezionamento delle sue birre che continuano a riscuotere successi internazionali.
IBEER è, infatti, un birrificio ancora giovane ma a oggi, grazie alle tantissime medaglie vinte nei più importanti concorsi birrari internazionali, è oggi uno dei birrifici artigianali più premiati d’Italia.
Giovanna Merloni ha anche deciso di allargare il business aprendo dei locali a marchio dove le birre IBEER sono sapientemente abbinate a una proposta ristorativa di qualità.
A maggio ha infatti aperto “Spirito Agricolo birra e cucina” in centro a Rimini, un locale dove le birre vengono proposte in abbinamento in un menù a cavallo tra il tradizionale e il fast food, rivisitato in chiave “agricola”.
A fine settembre ha aperto il secondo “Spirito Agricolo” a Gallarate in provincia di Varese.

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IBEER-Birrificio Agricolo
Località Collegiglioni, 54
Fabriano (Ancona)
ibeer.it

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