Bene l’export di pasta nel primo semestre

Sempre più pasta italiana all’estero. Nei primi sei mesi dell’anno secondo i dati diffusi dall’Unione italiana food  l’export è cresciuto del 9% rispetto allo stesso periodo del 2021. Già lo scorso anno a finire sui mercati esteri sono stati 2,2 milioni di tonnellate di pasta, un dato che supera i livelli pre-Covid quando, era il 2019, si registrava un incremento delle esportazioni oltre i 2,1 milioni di tonnellate (+7,5% sul 2018). 

Discorso a parte per il 2020 quando complici pandemia e relativi lockdown erano esplosi consumi di pasta, e di conseguenza l’export che nel solo primo semestre 2020 aveva segnato un +25%.

L’Italia si conferma il primo Paese produttore di pasta con 3,6 milioni di tonnellate davanti alla Turchia e agli Stati Uniti. E siamo anche i primi consumatori, con 23 chili procapite annui, precedendo Tunisia (17), Venezuela (15) e Grecia (12,2).

I mercati di destinazione della pasta italiana sono soprattuttosono Germania, Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e Giappone. Ma sono in crescita le richieste anche da Colombia, Paesi Bassi, Arabia Saudita.

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