Il Ministero della Sovranità Alimentare piace a (quasi) tutti

Anche in Francia c’è il Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare

Si susseguono gli apprezzamenti per il nuovo governo e, per quel che riguarda il comparto agroalimentare, per il Ministero dell’Agricoltura con al nuova denominazione di Sovranità Alimentare.

Come già da tempo in Francia anche in Italia ora c’è un dicastero che già nella sua denominazione annuncia di voler focalizzare l’attenzione sulle eccellenze del Made in Italy agricolo e alimentare. A difesa di un patrimonio inestimabile vanto del nostro Paese nel mondo. Così a parte qualche critica dall’opposizione (che fa il proprio mestiere) i commenti, soprattutto degli addetti ai lavori, sono tutti positivi.

Sintetizza bene il senso del cambiamento il Presidente di Coldiretti, Ettore Prandini:  “Apprezziamo la scelta di accogliere la nostra proposta di cambiare il nome del Dicastero che significa nei fatti un impegno per investire nella crescita del settore, estendere le competenze all’intera filiera agroalimentare, ridurre la dipendenza dall’estero, valorizzare la biodiversità del nostro territorio e garantire agli italiani la fornitura di prodotti alimentari nazionali di alta qualità”, ha detto.

E Barbara Nappini, Presidente di Slow Food Italia (organizzazione non certamente di simpatie verso la Destra) ha chiarito: “La sovranità alimentare non è sinonimo di autarchia: è il diritto dei popoli a determinare le proprie politiche alimentari senza costrizioni esterne legate a interessi privati e specifici. È un concetto ampio e complesso che sancisce l’importanza della connessione tra territori, comunità e cibo, e pone la questione dell’uso delle risorse in un’ottica di bene comune, in antitesi a un utilizzo scellerato per il profitto di alcuni”.  

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