Roncadin presenta il suo primo bilancio di sostenibilità.

«La pizza è un cibo pieno di significati. Rappresenta l’Italia, incarna valori come il rispetto del territorio, il lavoro e la creatività delle persone, l’eccellenza delle materie prime. Vogliamo portarla ovunque, a tutti. Ma nel fare questo dobbiamo impegnarci affinché la nostra pizza sia sempre più buona non solo nel piatto, ma anche per l’ambiente e per la società». Parola di Dario Roncadin, amministratore delegato dell’omonima azienda di Meduno (PN) sinonimo di pizze surgelate di alta qualità: 100 milioni di pezzi prodotti all’anno che arrivano in 38 paesi come simbolo del miglior Made in Italy. Da molti anni l’impegno di Roncadin è rivolto alla sostenibilità e alla responsabilità sociale e ora arriva un importante traguardo: l’azienda, che da circa un anno è Società Benefit, ha presentato il suo primo bilancio di sostenibilità. «Abbiamo messo nero su bianco i nostri obiettivi – continua Dario Roncadin – e analizziamo costantemente i nostri progressi nel raggiungerli, cercando sempre nuovi traguardi per cui impegnarci». La relazione completa è a disposizione di tutti sul sito www.roncadin.it

Il percorso di sostenibilità di Roncadin comincia da lontano, quando nel 1992 l’azienda sceglie di stabilire la produzione a Meduno, in un territorio ricco di risorse naturali ma poco sviluppato e soggetto a spopolamento. Negli anni si susseguono tante altre scelte, spesso in anticipo sui tempi: già nel 2010 l’azienda punta su un impianto fotovoltaico che ora è arrivato a produrre 1,5MWh, parte di una strategia 100% green energy per cui Roncadin ha vinto nel 2014 il premio “Coop for Kyoto” in questa categoria; un parco auto aziendale che si sta convertendo totalmente all’elettrico; sistemi di recupero delle acque di scarico e di efficientamento energetico sui tunnel di surgelazione (per un abbattimento delle emissioni pari a -600 tonnellate di CO2 all’anno); iniziative a tutela della biodiversità come l’apiario aziendale con 650mila api. Grande attenzione anche agli imballaggi: l’80% del packaging di Roncadin proviene da materiali riciclati e, per alcune linee di prodotto, le confezioni sono realizzate al 100% con carta riciclata e riciclabile, con film interno protettivo 100% compostabile. E la ricerca di miglioramenti non si ferma qui: l’ultima iniziativa in ordine di tempo è l’adesione di Roncadin alla campagna “Etichetta Consapevole” di Too Good To Go che sensibilizza i consumatori contro lo spreco alimentare.

Tutto questo ha fatto sì che, dal 2021 a oggi, il consumo di kWh per pizza si sia ridotto del 18%, pari a 

-1,4kg di CO2 prodotta per ogni pezzo.

L’impegno riguarda anche le filiere di approvvigionamento sempre più sostenibili, etiche, bio e “corte”, con valorizzazione delle materie prime e dei produttori locali. Il marchio Roncadin aggrega circa 600 fornitori italiani presenti in 80 province e per sostenerli ancora di più l’azienda ha aderito al Programma Sviluppo Filiere di Intesa Sanpaolo.

E poi il grande capitolo dedicato alle persone, ai lavoratori: quasi 800, l’80% donne. «Sono loro la nostra prima fonte di successo – sottolinea Dario Roncadin –. Proprio per questo siamo sempre alla ricerca di nuovi modi per ampliare i servizi ai nostri dipendenti, favorire il dialogo e la condivisione, incrementare i progetti volti al benessere, alla sicurezza, alla salute e alla conciliazione famiglia-lavoro». Gli investimenti in formazione, piano talent, welfare e sostegno alla famiglia hanno contribuito a creare in Roncadin un ambiente che attira sempre più persone nel territorio di Meduno e contribuisce a generare un benessere diffuso.

Dario Roncadin – AD

«La cosa più importante per Roncadin sono le relazioni – conclude l’amministratore delegato –. Vogliamo essere un punto di riferimento nel nostro settore, vogliamo arrivare ovunque con una pizza sostenibile e inclusiva e vogliamo creare una comunità unita intorno a pochi, semplici valori: innovazione, rispetto del territorio, ricerca costante del buono e della qualità».

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