Gruppo Amadori, l’AD e i giornalisti come capri espiatori

Dunque Francesco Berti ha lasciato, e ormai da un pezzo, la guida del Gruppo Amadori. La notizia che vari organi di stampa avevano dato e che era stata seccamente smentita dall’azienda romagnola, è ora ufficialmente confermata. Berti non è più l’amministratore delegato di Amadori e al suo posto c’è adesso, vedremo per quanto, Denis Amadori che è anche presidente di Gesco il consorzio cooperativo che associa i conferenti del colosso agroalimentare romagnolo. 

La notizia della rottura tra Amadori e Berti era cosa nota. Eppure è stata sempre smentita salvo essere sussurrata ad alcuni tra i clienti più importanti cui proprio non si poteva tenere nascosta. Anzi, quando vari giornali, tra cui il nostro Italian Food Today, l’avevano resa nota sono stati seccamente smentiti. “La società precisa che le speculazioni apparse in questi giorni sulla stampa non trovano riscontro alcuno” aveva sostenuto una secca nota del Gruppo. Ma ben altro che speculazioni giornalistiche erano. 

E allora ci permettiamo di suggerire ai vertici del Gruppo di Cesena una maggior attenzione ai rapporti con la stampa evitando di usare i giornalisti come capri espiatori per coprire beghe interne. 

In un gruppo che ha fatto della comunicazione un must tanto da metterci la faccia di Francesco Amadori qualcosa su questo fronte deve essersi incrinato: dalla cacciata senza spiegazioni di Francesca Amadori responsabile del marketing, all’altrettanto non spiegata rottura con l’AD. 

L’auspicio è che queste cadute di stile, questi misteri, siano solo un fatto isolato e che si ritorni alla normalità in quelle che devono essere le politiche di comunicazione di una delle principali realtà agroalimentari nazionali ed europee. Non ne valgono solo i rapporti con la stampa, ma, soprattutto, quelli con tutti i consumatori e la generale platea degli stakeholders con cui non si può più fare a meno di confrontarsi nei modi corretti e opportuni.

(Brunello Cavalli)

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