Con Tirrena Marchesi Frescobaldi entra nel marcato della pasta

Dal vino alla pasta, Marchesi Frescobaldi entra nel mercato della pasta secca. Lo fa con Tirrena, una pasta che già dal nome rivela la sua carta di identità: è prodotta infatti con grani antichi di varietà Cappelli, Khorasan ed Evoldur, coltivati a sud ovest di Firenze, nelle tenute Frescobaldi, dove i terreni freschi, il clima mite e le brezze pomeridiane del mar Tirreno sono il terroir ideale per questi cereali.

La nuova nata in casa Frescobaldi viene prodotta con una semola “semintegrale”, il semolato, meno raffinata dalla macinazione, con un maggiore contenuto di fibre, polifenoli, germe di grano e vitamine.

Ma se il grano è coltivato nelle tenute della famiglia Frescobaldi, la pastificazione è affidata al Pastificio Artigiano Fabbri, una azienda che dal 1893 produce pasta a Strada in Chianti, in provincia di Firenze. Qui la pasta Tirrena viene essiccata dalle 72 alle 144 ore in celle statiche a temperature rigorosamente al di sotto dei 38 gradi per favorirne la digeribilità e mantenere le qualità organolettiche del prodotto. In questo modo si conserva inalterato il sapore del grano e si conferisce alla pasta la capacità di assorbire bene i condimenti.

“Siamo onorati e orgogliosi della fiducia che Frescobaldi ci ha dimostrato nell’affidarci un progetto così importante e ambizioso, è stato emozionante lavorare su un blend di grani antichi come il Cappelli, il Khorasan e l’Evoldur coltivati nei terreni Frescobaldi siti a Sud Ovest di Firenze”, ha aggiunto Marco Fabbri, Ceo Pastificio Artigiano Fabbri.

“Abbiamo fatto tesoro dell’esperienza che abbiamo vissuto in questi anni con l’olio extra vergine d’oliva Laudemio, vivendo in prima persona l’attenzione da porre quando si cerca di produrre un prodotto di qualità – ha sottolineato Matteo Frescobaldi, marketing manager Tirrena – Da questa volontà di proseguire il lavoro per restare nelle boutique dell’eccellenza gastronomica abbiamo tratto il desiderio di produrre una pasta, vera colonna portante dell’italianità sulla tavola di tutto il mondo. Tirrena è il frutto di tutte le attenzioni che abbiamo potuto e desiderato interiorizzare in questi anni di lavoro”. 

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