Gli italiani preferiscono il ristorante full service

A livello globale, il mercato del foodservice ha raggiunto nel 2022 un valore complessivo di 2.525 miliardidi Euro, con una crescita del 14% rispetto al 2021. Sebbene l’Asia Pacifica copra il 46% del mercato, è l’Europa l’area geografica che cresce di più nel periodo ’21-’22 (+19,9%). Crescono i ristoranti tradizionali del 13,5% (coprono il 48% del mercato globale complessivo del Foodservice), ma ancor di più i bar (+21,3%, valgono il 14% del mercato nel 2022). L’Italia è il primo paese europeo per valore di mercato dei ristoranti full service (ossia con servizio al tavolo di qualità), con una quota complessiva di 36 miliardi di euro nel 2022.

E’ quanto emerge da uno studio di Deloitte, dal titolo ‘Foodservice Market Monitor. Frontiere evolutive del settore del Foodservice’, presentato oggi a Rimini nell’ambito del Sigep. 

I consumatori stanno gradualmente ritornando all’acquisto e consumazione di pasti offline, sebbene il 23% circa si ritenga ancora fortemente legato il delivery. Storicamente, la consumazione fuori casa era quella predominante in Italia. Gli italiani preferiscono la consumazione in loco, nonostante il delivery sia la modalità che cresceva di più pre-Covid (+7,4% fra 2016 e 2019) e che è prevista aumentare in maniera sostenuta anche in futuro (+10,2% fra 2021 e 2026). 

A seguito della pandemia, le abitudini dei consumatori si sono spostate verso prodotti più sostenibili e di qualità, prestando particolare attenzione agli alimenti plant-based, con contenuti di zucchero e grassi ridotti e con modalità di produzione e di packaging più eco-sostenibili. Per adeguarsi, gli operatori stanno perfezionando il loro modello di customer experience tramite l’uso di strumenti digitali quali app, totem, offerte online ecc. e attraverso nuove strategie di produzione, come le “ghost kitchens”.

In Italia, il mercato del food service verrà trainato dai ristoranti full service, con una crescita stimata del +9,3% fra 2021 e 2026, grazie ad un aumento dell’importanza del ‘casual dining’.  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *