Il Grana Padano all’avanguardia nella sostenibilità

Il Consorzio Grana Padano, il più grande player nazionale del latte che conta su 4.000 stalle, 142 caseifici, 200 stagionatori e confezionatori, che ha prodotto nel 2022 oltre 5 milioni e 200 mila forme di formaggio DOP è stato protagonista a “Agorà” di “ITALIA NEXT DOP”, il primo Simposio Scientifico Filiere DOP IGP, organizzato dalla Fondazione Qualivita. 

In tale contesto ha presentato, unitamente da altre filiere, i risultati del progetto comunitario, che si è concluso nel 2022, LIFE TTGG – The Tough Get Going, nato cinque anni fa da una sinergia tra Politecnico di Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, la start up Enersem, OriGIn, Fondazione Qualivita, aziende produttrici ed enti di formazione e di ricerca italiani e francesi.

Si tratta di un progetto di ricerca applicata ha permesso la creazione di un software user friendly, in grado di valutare l’impronta ambientale e di incentivare la sua riduzione in tutta la filiera, dalla produzione del latte fino alla trasformazione in formaggio e al suo confezionamento.

Il software SSDA (Strumento di supporto alle decisioni ambientali) pone il Consorzio all’avanguardia nella ricerca di sistemi e di metodologie volte al target della neutralità climatica. L’introduzione dell’applicazione nella filiera avrà un significativo riscontro ambientale ed economico, considerando che, ogni anno, i caseifici che producono Grana Padano trasformano 3,4 milioni di tonnellate di materia prima, pari al 30% della produzione nazionale di latte. Prendendo in considerazione solo l’aspetto energetico, l’applicazione delle misure di efficientamento individuate da Enersem porterebbero ad un risparmio di almeno 5 euro a forma con un evidente impatto positivo sull’ambiente. E su una produzione di oltre 5 milioni di forme l’anno il conto economico ed ecologico è presto fatto.

“Essere il Consorzio del formaggio DOP più consumato al mondo – ha detto il direttore generale, Stefano Berni, presente a ITALIA NEXT DOP – ci consente e ci obbliga al tempo stesso ad essere i pionieri dei percorsi di transizione verso economie sostenibili e circolari, percorsi che hanno come riferimento la qualità della materia prima e l’eccellenza del prodotto trasformato e che coniugano in modo armonico la tradizione al futuro”.

A partire da marzo prossimo il Consorzio attiverà con il supporto di Politecnico, Cattolica ed Enersem i corsi di formazione necessari affinché l’applicazione del Software SSDA possa essere introdotta nel ciclo di produzione delle aziende che partecipano alla filiera del Grana Padano. 

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