L’Ue cambia terminologia per le scadenze dei cibi

“Da consumarsi entro il…” a “Spesso buono oltre il…”. L’Unione europea allunga la vita ai prodotti alimentari cambiando terminologia per le scadenze. Lo fa, ma non solo, per ridurre gli sprechi.
Così la Commissione Ue sta poensando di aggiungere alla classica dicitura ‘Da consumarsi preferibilmente entro il…’ e la data, anche il nuovo avviso ‘Spesso buono oltre…’. 
Una modifica della scadenza che è contenuta finora in una bozza di atto delegato sul quale Bruxelles è da tempo al lavoro e si confronta ora con gli Stati membri.

Se ne parla già da un paio di anni ma adesso pare sia la volta buona per passare dalle enunciazioni ai fatti. L’introduzione della nuova dicitura è ora considerata necessaria perché, viene spiegato nel documento, consente “una migliore comprensione della data di scadenza”, influenzando “il processo decisionale dei consumatori in merito all’opportunità di consumare o eliminare un alimento”. 

La nuova avvertenza sarebbe solo un primo passo contro lo spreco di cibo. Secondo il calendario indicativo la prossima estate l’Ue inizierà a discutere di una modifica mirata della direttiva rifiuti.

Dul tema interviene Filiera Italia.

“Favorevoli a iniziative antispreco purché comunicate in maniera chiara ai consumatori” così, Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia commenta la proposta della Commissione europea di indicare in etichetta la dicitura “Spesso buono oltre” da aggiungere alla dicitura “da consumarsi preferibilmente entro”.

“Fronteggiare gli sprechi è una missione che la filiera agroalimentare riconosce come propria, oggi più che mai – prosegue Scordamaglia – è necessario, però, preservare il patto con il consumatore:  in etichetta deve permanere in maniera chiara il “Termine Minimo di Conservazione”, la data entro la quale le qualità organolettiche, qualitative e nutritive di un prodotto sono garantite”.

Filiera Italia inoltre sottolinea come la proposta contro gli sprechi sia scorporata dal resto delle proposte sulle informazioni al consumatore “Un particolare che sembrerebbe far intuire che la Commissione non intenda procedere su temi come il nutriscore, il che sarebbe un successo per l’Italia che fin dal primo momento ha dato battaglia a un sistema penalizzante per le proprie eccellenze e ingannevole per i consumatori”.  

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