
Questa mattina si è tenuto l’incontro presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per definire il cosiddetto Patto anti inflazione o “carrello anti inflazione”. L’iniziativa, cui le varie associazioni del commercio e dell’industria aderiscono su base volontaria, prenderà il via il 1° ottobre e consiste in un sistema di prezzi calmierati per un intero trimestre (ottobre-dicembre).
All’incontro di questa mattina al Mimit ed al Patto anti inflazione aderiscono Centromarca, Federalimentare, Unionfood e IBC, che hanno presentato una lettera di intenti congiunta, in cui prendono una serie di impegni per combattere l’inflazione (dall’informativa presso tutte le associate alla necessità di applicare le singole iniziative in via generale, lasciando prò alle singole associate la libertà di scelta dal punto di vista dell’equilibrio economico-finanziario). Contestualmente, le associazioni firmatarie hanno chiesto al Ministro di farsi promotore di uno specifico tavolo di lavoro interministeriale sul largo consumo al quale dovrebbero essere rappresentate, oltre all’industria di trasformazione, tutte le componenti della filiera, a partire dai fornitori di materie prime e dei servizi energetici, i rappresentanti della logistica, degli imballaggi e la distribuzione. Tale strumento dovrebbe consentire di affrontare, in un’ottica di medio e lungo termine, le problematiche del settore.
“Federalimentare è molto soddisfatta dell’intesa raggiunta con il Ministro Urso che, grazie ad un dialogo costante proseguito per tutto il periodo estivo e mai interrotto, ha permesso anche all’industria alimentare di poter aderire al trimestre anti-inflazione con una specifica lettera di intenti”. Così in una nota il Presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino.“La firma odierna conferma il grande senso di responsabilità dell’industria alimentare italiana sia verso il Governo che verso i consumatori. Nonostante il comparto abbia subito fortissimi aumenti sul costo delle materie prime, degli imballaggi e dell’energia ed abbia assorbito gran parte degli aumenti dovuti all’inflazione, in noi è prevalso il senso di responsabilità e di tutela verso gli italiani e le famiglie in difficoltà. Infatti – prosegue Mascarino – secondo l’ultima analisi fatta dal Centro Studi di Confindustria il margine lordo del settore industriale alimentare si è molto ridotto, passando dal 10,3% medio nel 2019 al 5,7% nel 2022, segno evidente che le imprese hanno dovuto assorbire internamente parte dei maggiori costi della spirale inflazionistica non scaricandoli sul consumatore finale”.
“La lotta all’inflazione e la tutela del potere d’acquisito delle famiglie, in una fase particolarmente delicata della congiuntura, è una priorità per il tessuto industriale del Paese”, hanno sottolineato Francesco Mutti, presidente di Centromarca
“Apprezziamo molto l’intesa raggiunta oggi con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy. Come Unione Italiana Food faremo la nostra parte nei confronti dei consumatori italiani, che sono da sempre la nostra priorità”, commenta il Presidente di Unione Italiana Food, Paolo Barilla.
























