Alfredo Pratolongo, Presidente Assobirra

Estate amara per la birra italiana. Dopo un risultato decisamente positivo per i consumi nel 2022, grazie soprattutto al Fuoricasa, l’estate 2023 segna un andamento negativo. 

Lo dice Assobirra  che evidenzia che le vendite nei primi otto mesi del 2023 sono diminuite del 6,6% rispetto allo stesso periodo del 2022 (da 11.478.966 hl a 10.728.522 hl), di pari passo con una decrescita pari al 7,4% dell’export nel primo semestre 2023.

Le cause di questa battuta d’arresto secondo l’associazione vanno ricercate in una serie di fattori a iniziare da congiuntura sfavorevole di mercato, caratterizzata da un aumento generalizzato dei prezzi che riducono il potere di acquisto e quindi i volumi di vendita. “A questo – dice Assobirra – si sommano le difficoltà dei produttori a causa del consolidamento degli aumenti dei costi di produzione ormai strutturali rispetto al passato”.

Per esempio il vetro è aumentato di circa il 40% nel 2022 e di un altro 20 nel 2023. Vanno considerati  inoltre i rincari del malto d’orzo (+44%), del mais (+39%) e dell’alluminio (+20%).

Per questo Assobirra auspica un intervento di Governo e Parlamento a favore del comparto brassicolo con una riduzione strutturale delle accise che, al contratro, dovrebbero aumentare dal 1° gennaio prossimo. 

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