Tatone (Confimi Alimentare): con la carne coltivata a rischio la filiera zootecnica

Iniziamo col chiamarla carne coltivata. Sembrerà una sottigliezza ma la differenza è tutta nell’approccio e nell’importanza che si dà al mondo della ricerca. Perché in questa partita se da una parte è corretto voler proteggere una delle filiere più importanti dell’agroalimentare italiano, dall’altro non si può pensare di fermare la ricerca scientifica e la potenziale prospettiva che ci offre a riguardo”.

Alessandro Tatone, Presidente di Confimi Industria Alimentare interviene nell’acceso dibattito sulla carne sintetica. 

C’è chi sostiene che non si possa fermare la ricerca.

Nessuno vuole fermare la ricerca, ma il progresso non sia una scusa. Non possiamo trascurare una delle sfide globali dell’immediato futuro: assicurare cibo sano, nutriente e sostenibile considerando la crescita demografica. Tuttavia qui c’è a rischio una delle filiere più importanti dell’agroalimentare italiano. Il pericolo è quello di sacrificare aziende e lavoratori in nome di un progresso ad uso e consumo di pochi”. 

È la stessa FAO in suo report tematico a palesare rischi e opportunità della carne coltivata. 

Esattamente. Si va dagli attuali elevati costi di produzione, ai costi stessi della ricerca ancora in fase sperimentale, per non parlare dello squilibrio tecnico tra i paesi avanzati e quelli a basso reddito. Così quella che potrebbe essere la risposta alimentare al clima, potrebbe trasformarsi in un divario nutritivo senza pari.” 

Quale sarebbe allora la soluzione, secondo voi?

Non si trasformi il tema in un argomento da bar, divisivo e di bandiera, piuttosto venga valorizzato un percorso di advocacy che tenga insieme gli anelli della filiera produttiva, sanitaria e di consumo”.

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