Cesarine: una community legata alla tradizione, ma che guarda al futuro

Da un gruppo di signore bolognesi che cucinavano e ospitavano nelle proprie case soprattutto per far conoscere e preservare il patrimonio culinario della città petroniana a un network organizzato con migliaia di persone che operano in tutta Italia.
Questa l’evoluzione di Cesarine, la più antica e famosa rete di cuoche e cuochi casalinghi che aprono le porte della propria casa a viaggiatori provenienti da tutto il mondo, offrendo loro esperienze immersive in location suggestive.
Comunità diffusa Slow Food dal 2019, Cesarine.com è oggi una società benefit, la Home Food S.r.l, che offre una serie di servizi ai propri aderenti e garanzie ai loro ospiti.

Ne abbiamo parlato con Davide Maggi, fondatore e Ceo.

Davide Maggi

Maggi, chi sono le Cesarine?

Le Cesarine, ma anche i Cesarini, perché il 15% di loro è costituito da uomini che cucinano per passione, sono persone che aprono le loro case a ospiti provenienti un po’ da tutto il mondo offrendo loro delle vere e proprie esperienze di cucina tradizionale e di ospitalità.
Attualmente noi riuniamo circa 1500 case in tutta Italia che ospitano soprattutto stranieri, in particolare statunitensi, tedeschi, australiani, canadesi e francesi
”.

Cosa offrite ai vostri ospiti?

Soprattutto un’esperienza delle tradizioni gastronomiche dei vari territori. Ma anche altro. Per esempio alcune Cesarine fanno corsi di cucina, oppure organizzano visite alle cantine, tour enogastronomici ecc. per far vivere in pieno agli ospiti l’atmosfera di una destinazione”.

Cosa significa per una signora far parte di Cesarine? Che cosa offrite?

“Per prima cosa Cesarine.com è una community di amanti della cucina e delle tradizioni gastronomiche. Un insieme di donne e uomini che si scambiano opinioni, idee, esperienze e ricette. Questo senso di comunità è molto forte e si sviluppa sempre più. Ma poi è anche un network esteso a tutta Italia e collegato ad altre piattaforme con cui abbiamo accordi di collaborazione e che promuovono l’offerta delle nostre case. Inoltre la nostra società presta anche una serie di servizi per l’abilitazione all’attività, per gli adempimenti burocratici e per tutte quelle pratiche necessarie a chi svolge attività di ristorazione in casa. Incombenze che svolgiamo noi lasciando Cesarine e Cesarini liberi di esprimere al meglio le proprie vocazioni e di dedicarsi agli ospiti”.

Voi puntate molto anche sulla digitalizzazione.

Sì! E’ un aspetto essenziale. Intanto c’è la nostra piattaforma per canalizzare l’offerta, raccogliere le prenotazioni, gestire gli aspetti amministrativi. Poi ci sono i collegamenti con altre piattaforme di prenotazione che moltiplicano la diffusione dei servizi dei nostri associati promuovendone ulteriormente l’attività”.

Essere Cesarina. Fino a che punto è un hobby e quanto può essere un lavoro?

A spingere una signora o un signore a diventare Cesarina o Cesarino è innanzitutto la passione verso la cucina e la voglia di sfida in un’esperienza nuova. Ma poi possono subentrare altri fattori tra cui, perché no?,  quelli economici. Possono esserci o forme di integrazione al reddito per chi svolge abitualmente un altro lavoro o un vero guadagno per persone che mettono a disposizione di questa attività il loro tempo libero e la loro passione. Perché quello che anima la nostra community è soprattutto la passione”.

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