Professione ristoratore: artigiano o imprenditore?

Nell’attuale fase di grandi cambiamenti che interessano anche il mondo della Ristorazione anche la figura del ristoratore viene messa in discussione e per essere in grado di rimanere competitiva, viene codificata in due categorie destinate a rappresentare la professione: l’artigiano e l’imprenditore.

E’ quanto evidenzia il Rapporto 2024 dell’Osservatorio Ristorazione presentato alla IV edizione del Forum della Ristorazione, in corso all’interno del Padova Congress e organizzato dall’agenzia RistoratoreTop.

Gli artigiani della ristorazione sono cuochi, maître, piccoli proprietari di locali, operativi dentro le proprie attività, che gestiscono personalmente, che pongono al centro della loro proposta la qualità e l’autenticità del prodotto, il servizio in sala e la maniacale attenzione verso la soddisfazione e la fidelizzazione dell’ospite. Valorizzano le tecniche manuali, la personalizzazione e la tradizione culinaria, creando esperienze uniche e sartoriali per i clienti, dei quali conoscono il nome, le abitudini e le particolarità. La loro passione per la cucina e la sala si riflette nella cura dei dettagli e nella continua ricerca dell’eccellenza.

Gli imprenditori sono visionari che guidano il loro business con una forte enfasi sulla crescita, sull’efficienza, sulla standardizzazione e sulla scalabilità, anche al di fuori dei confini nazionali. Utilizzano indicatori di performance, economie di scala, tecnologia e strutture manageriali per ottimizzare le operazioni, sviluppare strategie di marketing efficaci e costruire marchi identitari e riconoscibili. La loro leadership e capacità di adattamento li rendono capaci di navigare il dinamico mercato della ristorazione, mirando alla crescita e al successo a lungo termine.

Entrambe le strade offrono simili possibilità di successo, autorealizzazione e soddisfazione – dice Lorenzo Ferrari, Presidente dell’Osservatorio Ristorazione. – ma portano in direzioni opposte e richiedono approcci, abilità e passioni differenti. In entrambi i casi, tuttavia, non si può prescindere dalla capacità di evolversi in risposta ai continui stimoli del mercato. Senza scale di grigi, chi non è in grado di farlo in ristorazione, è destinato a scomparire”.

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