Per Masi Agricola un 2023 da dimenticare

Si è chiuso in flessione il 2023 di Masi Agricola, società quotata nell’Euronext Growth Milan e tra i leader italiani nella produzione di vini premium. A causa del calo dei consumi l’utile è sceso dai 4,5 milioni di euro del 2022 ai 650mila euro, con una flessione dell’85,4%. Giù anche i ricavi passati a 66,4 milioni di euro dai 74,7 di un anno prima (-11,1%), riportandosi sui livelli pre-Covid. L’indebitamento finanziario al 31 dicembre 2023 ammontava a 15,96 milioni, contro i 7,7 di 12 mesi prima.

Nel 2023 la maggiore attenzione alla spesa da parte dei consumatori e il visibile aumento del costo del denaro hanno generato un’eccezionale inversione di tendenza – in negativo – nelle vendite di tutto il settore del vino italiano, e anche nei ricavi consolidati di Masi, si legge in una nota. Inoltre la vendemmia è stata penalizzata, in alcuni areali (es. Lugana, Val d’Orcia, Valdobbiadene) dalle grandinate estive e da precipitazioni piovose violente, con espansione della peronospera. Il fattore-meteo si è peraltro innestato come causa peggiorativa rispetto alle carenze produttive crescenti negli ultimi anni dovuti alle epidemie patologiche in atto in molte parti del vigneto- Italia.

Analizzando i ricavi a livello di mercati geografici l’Italia si è mantenuta pressochè stabile con un calo dello 0,4%. Nel resto d’Europa invece la contrazione è stata del 9,6%, ma i picchi si sono toccati nei mercati americani calati del 19,2% e poi nel resto del mondo con un -28,1%. Guardando all’avvio del 2024 i mercati nell’insieme non sembrano presentare particolari segni di ripresa, rimanendo molto cauti i canali sia horeca che retail, con ordini inferiori all’esercizio precedente. 

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