Vendemmia 2023 tra le più povere di sempre: 38,3 milioni di ettolitri -23,2% sul 2022

La vendemmia 2023 è stata la più leggera dal Dopoguerra: lo hanno certificato i dati ufficiali inviati dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste che vedono la produzione vitivinicola italiana dello scorso anno ferma a 38,3 milioni di ettolitri, con un calo del 23,2% sui volumi 2022. Dato, questo, in linea con quanto previsto a fine novembre dall’Osservatorio Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini (Uiv), che spiegano che questa contrazione senza precedenti dal 1947, è stata determinata in particolare dagli attacchi della peronospora, malattia fungina provocata dalle frequenti piogge che ha colpito molti vigneti soprattutto del Centro-Sud.
Nel panorama produttivoitaliano – osserva l’Osservatorio Assoenologi, Ismea e Uiv -, i vini Dop pesano per il quasi il 52%, mentre gli Igp rappresentano il 25% del prodotto.

Inoltre è prosegita anche nel 2023 la diminuzione dell’import di vino in Cina a causa del rallentamento generale dell’economia. Nello specifico, il mercato cinese, è scivolato al nono posto per valore dell’import di vino a livello mondiale dal quarto occupato nel 2018, evidenziando un calo superiore al 20% rispetto al 2022. Una tendenza negativa, questa, che ha investito anche Paesi come la Corea del Sud e il Giappone, importanti mercati di destinazione in Estremo Oriente per il vino made in Italy. E’ quanto emerge dal report che Nomisma Wine Monitor ha dedicato al Far East.

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