Al Vinitaly protagonisti i vini dealcolati, chiesta una fiscalità ad hoc

Tendenza recentissima in Italia i vini dealcolati irrompono al Vinitaly di Verona. Dopo l’intervento del ministro Lollobrigida nella giornata di apertura oggi c’è stato l’intervento dei produttori.

“I vini dealcolati sono un’opportunità di mercato che le cantine intendono intercettare: chiediamo una disciplina fiscale ad hoc nel Testo Unico delle accise”, ha detto il presidente di Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi (nella foto al Vinitaly), intervenuto oggi a Vinitaly nel corso del convegno su “Riforma fiscale e il settore vitivinicolo”, alla presenza, tra gli altri, del viceministro del Mef, Maurizio Leo. Stando alla bozza del decreto del Masaf, il processo di dealcolazione è autorizzato esclusivamente presso stabilimenti dotati di licenza di deposito fiscale per la produzione di alcol, che oggi le cantine non hanno.

Nel merito della riforma fiscale, Frescobaldi ha proseguito: “Dobbiamo cogliere l’opportunità della delega fiscale per introdurre una semplificazione amministrativa nell’ambito della delega fiscale del governo”.

Ieri il ministro Lollobrigida in proposito aveva detto: “Il fenomeno dei low-alcohol e no-alcohol? Possiamo discutere se il modello tradizionale va lasciato così com’è o sei dealcolati sono un rischio» ha detto. In ogni caso per il Ministro «Il dealcolato può aprire nuove fette di mercato ma noi che partita vogliamo giocare, quella della qualità o quella della quantità? Io vedo che le scelte di contingentamento produttivo portano spesso alla qualità nel calice, e in molte aree del Paese, come la Franciacorta, questa è stata una scommessa vinta. In Italia la standardizzazione non conviene, mentre ciò che è intimamente legato ad un territorio ci fa vincere la battaglia competitiva. Facciamo le bevande dealcolate che derivano dall’uva e non chiamiamole vino”.

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