Quotazioni commodities: cacao e caffè in sensibile rialzo

Riportiamo le quotazioni settimanali di Areté sugli andamenti dei mercati delle principali commodity agrifood.

CACAO: 
Le proiezioni sugli imminenti mid-crop africani continuano ad essere riviste a ribasso, alimentando le aspettative che il deficit globale previsto sul mercato della fava di cacao possa ulteriormente ampliarsi. Meteo avverso, invecchiamento delle piantagioni e scarso utilizzo di fertilizzanti impattano negativamente le produzioni in un contesto di domanda relativamente rigida. Le proiezioni Areté sui fondamentali globali 23/24 sono state aggiornate e mostrano un livello di approvvigionamento del mercato ben inferiore rispetto ai dati pubblicati dall’International Cocoa Organization (ICCO) a febbraio. In particolare, rispetto ad un deficit globale 23/24 previsto da ICCO a 374.000 t, Areté prevede un deficit di oltre 480.000 t, il più largo deficit registrato dalla campagna 60/61. Il deterioramento dell’offerta alimenta il trend rialzista record che caratterizza i mercati finanziari della fava di cacao. Da inizio anno le quotazioni su Londra e New York hanno registrato rispettivamente un +170% e un +169%. I prezzi delle prime trasformazioni segnano rialzi più che proporzionali rispetto a quelli della materia prima, da inizio anno i riferimenti sul mercato tedesco di burro e massa di cacao sono aumentati rispettivamente del 313% e del 285% complici rialzi, anche stagionali, sui ratio. I trend rialzisti sono ulteriormente amplificati da operazioni nette lunghe sui mercati finanziari degli operatori commerciali relativamente elevate, dall’incertezza sugli effetti delle norme anti deforestazione UE, dal calo degli stock di borsa e da costi dei container sostenuti dalle tensioni geopolitiche sul Mar Rosso.

CAFFE’:
Sul mercato finanziario The ICE, la prima scadenza della varietà robusta, da metà marzo, ha registrato un aumento del 27%, toccando un nuovo record ad oltre 4.200 $/t. Le analisi di Areté, nello stesso periodo, mostrano che il prezzo della varietà arabica ha segnato un +36%, tornando ai livelli più alti degli ultimi due anni. Lato fondamentali, in una congiuntura di offerta asiatica limitata, i rialzi sono alimentati dal timore che il meteo possa negativamente impattare gli sviluppi dei prossimi raccolti 24/25. I trend rialzisti sono ulteriormente amplificati dall’incertezza sugli effetti delle norme anti-deforestazione UE e da costi dei container sostenuti dalle tensioni geopolitiche sul Mar Rosso. Tuttavia, il trend inflazionistico è anche fortemente alimentato da movimenti speculativi. Al 9 aprile le posizioni nette lunge degli operatori non-commerciali, sul mercato dell’arabica, hanno toccato un record di 73.563 contratti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy link