CPR System lancia il progetto Tracing per la tracciabilità e sostenibilità di casse e pallet

A tre anni dalla nascita, Redea, l’innovativa cassa riutilizzabile a sponde abbattibili realizzata con un complesso processo di rigranulazione, ha sostituito al 100%, le oltre 16 milioni di casse precedenti.

Un percorso messo in campo da CPR System per portare alto contenuto tecnologico e di design nel suo modello unico di RCS (Reusable Crate System) che si caratterizza per efficienza e sostenibilità, contribuendo a limitare l’immissione dei rifiuti nell’ambiente proprio grazie al riutilizzo. Il modello CPR System non riguarda solamente la sostituzione e gestione delle casse Redea, ma introduce una grande novità con il progetto Tracing, reso possibile dalle caratteristiche smart della cassa Redea.

Redea è, infatti, l’unica cassa presente sul mercato dotata di etichetta Smart-Label, composta da codici a barre 1D e 2D, oltre a tag RFID. Grazie a questa tecnologia, CPR System è in grado di acquisire informazioni attraverso l’utilizzo di strumenti portatili (lettori bar-code e TAG) e attraverso l’installazione di Gate RFID. Le casse sono dotate, anche, di due tag RFID che differiscono tra loro per una cifra. Questa soluzione fa eseguire al software gestionale un accoppiamento che garantisce la tracciabilità corretta dell’imballo anche in caso di lettura di uno solo dei due tag. Si tratta di una tecnologia avanzata ed estremamente importante per aumentare l’efficienza del modello e raccogliere informazioni utili per le strategie di sviluppo delle aziende socie di tutte le filiere coinvolte.

Nei settori della logistica e del trasporto, l’esigenza di gestire con assoluta sicurezza e precisione le singole fasi di processo, al fine di raggiungere una sempre maggiore efficienza organizzativa, è fra gli elementi determinanti per uno sviluppo sempre più sostenibile e controllato.

CPR System diventa, così, portavoce della filiera e avvia con il progetto Tracing un processo di innovazione e sviluppo tecnologico che va a rafforzare la supply chain nel settore ortofrutta. Questo significa creare valore per ogni componente del circuito, stabilendo e consolidando una importante connessione tra tutti gli attori con lo scopo di condividere informazioni importanti e utili per la crescita.

“Credo”, dichiara Monica Artosi DG di CPR System, “che l’utilizzo dell’innovazione digitale, contenuta sia in Redea, che nel pallet Noè, sia determinante per il futuro. I benefici sono molteplici e molto pragmatici. Prima di tutto il patrimonio di dati in cloud, che sarà reso disponibile per i soci, grazie ai quali sarà possibile migliorare la supply chain. Penso, anche, alla tracciabilità legislativa per gli imballaggi MOCA (materiali destinati al contatto con alimenti) o, ancora, all’ottimizzazione della qualità igienica degli imballaggi grazie all’utilizzo di dati statistici come criterio di scelta per il lavaggio. Miglioreranno i controlli sulle perdite, individueremo flussi non tracciati, ridurremo il margine d’errore migliorando al tempo stesso le tempistiche di gestione. Si tratta di processi meno complessi di quanto possano apparire e porteranno certamente ad una semplificazione della elaborazione dei dati di movimentazione”.

Il progetto Tracing è in fase di attuazione e sarà attivato un primo test sul Centro di lavaggio di Gallo (FE) entro il 2025. Con il Progetto Tracing si aggiunge un altro tassello di innovazione che fa di CPR System il capofila dell’innovazione nella supply chain italiana.

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