Perplessità FIPE sulla semplificazione dei controlli sulle attività economiche

“La Federazione italiana Pubblici Esercizi esprime apprezzamento per gli obiettivi dello schema di decreto legislativo concernente la semplificazione dei controlli sulle attività economiche, ma permangono alcune perplessità sull’efficacia degli strumenti individuati nel testo”. Lo ha dichiarato il Direttore Generale di FIPE-ConfcommercioRoberto Calugi, che oggi è intervenuto in Audizione dinanzi agli Uffici di Presidenza delle Commissioni 9ª del Senato e X della Camera in merito all’Atto del Governo n. 150, relativo allo “Schema di decreto legislativo concernente la semplificazione dei controlli sulle attività economiche”.

In particolare – ha spiegato Calugi – l’istituzione di un report certificativo del ‘basso rischio’ su base volontaria è suscettibile di aggravare costi a carico delle imprese, soprattutto quelle di micro e piccola dimensione. Inoltre, si rischierebbe, paradossalmente, di duplicare controlli.  Oltre a quelli ordinariamente svolti dalle pubbliche amministrazioni, le imprese si vedrebbero esposte anche a periodici audit da parte degli enti certificatori”.

Allo stesso tempo, il periodo di 6 mesi individuato per l’esonero dai controlli nei confronti delle imprese che hanno già ricevuto un giudizio di conformità non è sufficiente per garantire un effettivo e concreto vantaggio, come sottolineato anche dal Consiglio di Stato. È necessario istituire un sistema di controlli mirato e votato all’efficienza, fondato sulla prevenzione degli illeciti piuttosto che solo sulla loro repressione e, come FIPE – Confcommercio, mettiamo la nostra esperienza a disposizione per la definizione di un nuovo paradigma, oggi più che mai urgente”.

Quello dei controlli è un tema su cui la Federazione si è sempre spesa per assicurare un’informazione corretta con iniziative importanti, come il Vademecum Ispezioni del 2019, che ha permesso di rendere trasparenti e chiari per le imprese i loro diritti e i loro obblighi in sede di controlli e ha messo in stretto contatto “controllori e controllati” creando un circolo positivo di collaborazione. “Il nostro impegno – ha continuato Calugi – ha l’obiettivo di favorire un dibattito costruttivo che miri a ridurre l’impatto delle ispezioni, migliorandone l’efficacia: ogni anno, infatti, le imprese del settore sono sottoposte a oltre 171 mila controlli, effettuati da una vasta pluralità di soggetti che spesso provoca la sovrapposizione e la ripetizione degli accertamenti. Il metodo del controllo a campione così strutturato – ha spiegato Calugi – non garantisce la massima efficacia e comporta un ingente dispendio di risorse pubbliche, dati gli esiti delle verifiche: per quanto riguarda le ispezioni igienico sanitarie del settore dei Pubblici Esercizi, infatti, la stragrande maggioranza risultano conformi”. 

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