Italgrob chiede una legge per la distribuzione horeca, il rapporto Censis sul fuoricasa

La distribuzione horeca vuole il pieno riconoscimento politico del ruolo che svolge nell’interesse di tutta la filiera del fuoricasa di cui si sente anello di congiunzione tra le sue varie componenti: produzione, punto vendita, consumatore finale.
Per questo Italgrob è impegnata alla stesura di una proposta di legge che possa dare il giusto riconoscimento e valore alla categoria dei distributori e del ruolo che essi svolgono” ha detto Antonio Portaccio. Il Presidente dell’associazione dei distributori horeca è intervenuto in occasione della presentazione del terzo rapporto Censis-Italgrob sul fuoricasa che si è tenuta oggi al Senato.
Un riconoscimento – ha proseguito – che tenga conto del valore delle nostre imprese e del ruolo che svolgono e che vada ben oltre un semplice codice Ateco”.

Il terzo Rapporto Censis-Italgrob, dal titolo “Il fuoricasa rende l’Italia migliore”, si è soffermato sugli aspetti sociali della convivialità.

“Il Rapporto mette in luce il valore della ‘convivialità’ per l’Italia. Non è infatti solamente un tratto folcloristico, ma è una proprietà che contraddistingue in meglio la società italiana, contribuendo a preservarla da alcune dinamiche regressive emerse nel web e che, in alcuni Paesi, sono tracimate nella società. La convivialità diventa un bene pubblico essenziale in quanto rende la qualità della vita migliore. In questo senso, il fuori casa, con la distribuzione horeca in testa, rende l’Italia migliore in quanto motore relazionale di eccellenza del nostro Paese”, ha detto Sara Lena, Ricercatrice Area Consumer, Mercati Privati, Istituzioni Censis, illustrando il Rapporto.

In sintesi i luoghi del fuoricasa in cui incontrarsi e stare insieme sono importanti non solo per il proprio benessere soggettivo, ma soprattutto per la qualità della vita collettiva.

E  se l’83,4% degli italiani considera la presenza di luoghi in cui potersi incontrare e stare insieme importante per il proprio benessere, il 90,9% degli italiani li ritiene fondamentali per la qualità della vita in generale. Inoltre, per il 93,7% questi luoghi rendono più vivibile un territorio, che sia un quartiere di una città, un centro storico o un Comune minore.

Per il 90,8% degli italiani i luoghi della relazionalità, come quelli del fuori casa, sono vitali poiché conservano un plus della società italiana come la convivialità. Un’opinione condivisa dall’89,4% dei residenti al Nord-Ovest, dal 91,2% al Nord-Est, dal 90,5% al Centro e dal 91,9% al Sud e Isole.

Ma se la voglia di socialità degli italiani resta sempre alta, – ha evidenziato ancora Portaccio richiamando un elemento emerso dalla ricerca-  oggi è però condizionata dalle tensioni inflattive che limitano le capacità di spesa”.

Infatti secondo il Rapporto, 1 italiano su 6 è convinto che in Italia l’inflazione sia oltre il 20%, mentre per il 55,8% è destinata ad aumentare nei prossimi mesi.
Proprio a causa dell’inflazione, 14 milionidi italiani in corso d’anno hanno dovuto rinunciare una o più volte a recarsi presso locali del fuori casa. Tra i motivi: rialzo dei prezzi, taglio delle spese, minori disponibilità economiche, preferenza della convivialità in casa. La voglia di fuori casa è comunque molto forte tra gli italiani, con il 60,7% che vorrebbe nei prossimi mesi potersi recare di più in ristoranti, bar, enoteche, ecc.

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